Morti bianche: negli ultimi 40 anni il trend è positivo. L’analisi di Dati INAIL
Dopo gli incidenti mortali alla Thyssen Krupp di Torino, il 6 dicembre scorso, il tema delle morti bianche nel nostro paese è tornato prepotentemente all'attenzione delle istituzioni e della società civile. Anche nell'agenda dei media nazionali negli ultimi mesi le notizie degli incidenti sul lavoro hanno ricoperto un posto di primo piano. ma la percezione negativa del fenomeno corrisponde alla reale tendenza degli infortuni mortali nel nostro paese?Il tema è stato affrontato nell'ultima uscita del mensile Dati INAIL, dove si ripercorre in termini statistici il trend degli infortuni sul lavoro degli ultimi quarant'anni.
A partire dal boom economico, dei primi anni ‘60, quando si contavano ogni anno oltre 4.500 morti sul lavoro, il numero delle morti bianche ha avuto un andamento tendenzialmente decrescente, scendendo visibilmente di anno in anno. Nel 2007 si parla infatti di 1. 260 infortuni mortali. Alla base di questo trend positivo le profonde trasformazioni socio economiche intervenute nel nostro paese, ma anche la maggiore attenzione normativa rispetto ai tema della salute e sicurezza dei lavoratori.
Dall'inizio del 2000 ad oggi la tendenza al ribasso prosegue in maniera costante, segnando una ulteriore flessione di quasi il 20%. In particolare il calo è stato continuo dal 2001, anno in cui si sono verificati 1.546 casi di morti bianche, al 2005 con 1.280 casi. L'unico anno in controtendenza è stato il 2006, in cui si è verificato un improvviso rialzo e si sono registrate 1.341 morti sul lavoro. Le previsioni per il 2007 fanno però ben sperare, indicano infatti una ripresa della riduzione degli eventi mortali, che dovrebbero attestarsi su livelli inferiori anche rispetto al minimo storico del 2005.
Fonte: Inail
