INFORTUNI SUL LAVORO IN AGOSTO

Lucca 17 agosto. E’ morto German Gerardo Carrasco Huanan

Incidente mortale sul lavoro a Sant’Alessio (Lucca), dove un operaio di 53 anni e’ morto cadendo dal tetto di un oleificio. La vittima e’ il 53enne, di origine peruviana. L’incidente si e’ verificato ieri, ma la notizia e’ stata diffusa solo oggi. La vittima, secondo quanto ricostruito, stava sostituendo la copertura del tetto della ditta, ora chiusa per ferie, quando e’ scivolato, facendo un volo di sette metri. Il 53enne e’ morto poco dopo il suo ricovero all’ospedale di Lucca.

Pescara, 13 ago E’ morto Nicola Pavone operaio di 48 anni.

Nicola stava lavorando sul tetto di un capannone coperto in parte con lastre di plexiglass. All’improvviso, forse anche per la rottura della lastra, e’ precipitato da un’altezza di 10 metri battendo violentemente a terra la testa. Inutili i soccorsi scattati immediatamente perche’ Pavone ha cessato di vivere quasi subito per le gravi ferite riportate.

Messina E’ morto Nicola Caprino un ragazzo di 17 anni.

Giuseppe è morto folgorato mentre lavorava all’esterno di una villa a Gaggi, in provincia di Messina. Il giovane aiutava il padre durante la stagione estiva, a conclusione dell’anno scolastico. Mentre tagliava con una motosega una mattonella, l’ultima prima della pausa pranzo, ha preso in mano un cavo elettrico ed è rimasto folgorato. I carabinieri stanno indagando per accertare eventuali responsabilità nella tragedia e l’osservanza delle norme di sicurezza sui luoghi del lavoro. Il titolare della ditta è il padre della giovanevittima. lastra.

PAVIA – È morto Davide Achilli Vigile del Fuoco.

Davide di 39 anni com­piuti il 5 luglio scorso, ha finito lì la sua vita e il suo sogno, co­ronato poco più di un anno fa: un sogno di quelli su cui, a vol­te, si scherza, perché è comune a tanti bambini. Ma qualche adulto, poi, lo realizza per dav­vero: diventare vigile del fuo­co. Come Davide, tornato dalle macerie del terremoto d’Abruz­zo appena una settimana fa, at­torno al quale tutta Voghera si è da subito stretta. Il papà Ago­stino, il comandante di Pavia Fabrizio Piccinini, il suo capo­squadra Giuseppe Pillucci. E poi il comandante regionale Antonio Monaco a nome dei 3 mila vigili del fuoco lombardi affiancati da 2 mila volontari. Nella «sua» caserma al 10 di via Turati («qui veniva a fare i turni anche saltando i giorni di riposo», ricordano i colleghi), venerdì la camera ardente per l’ul­timo saluto. Venerdì pomeriggio alle 16, il funerale solenne in duomo, con il vescovo di Tortona Marti­no Canessa. Ci vuole un po’ di tempo per raggiungere questo angolo di Lombardia vicino al confine con l’Emilia, famoso per i riti della Settimana Santa. L’incen­dio nel capannone – Crotta è anche il nome dell’azienda che ne è proprietaria – era partito verso le 20.30, quando ancora non era buio del tutto. L’inchie­sta della procura cercherà di spiegarne il perché. Gli abitan­ti sono corsi subito, a vedere: con paura, anche per le cister­ne di gasolio che tuttavia non hanno preso fuoco. I dispositi­vi di chiusura hanno «sfiata­to», hanno fatto il loro dovere. I pompieri sono arrivati da Vo­ghera e da Broni verso le 22, quando le fiamme erano già al­te: anche dall’altra parte della valle le vedevano bene. Hanno cominciato subito a lavorare, ad aggirare il capannone avvol­to dalle fiamme: quando il mu­ro alto quasi 5 metri gli è crolla­to addosso, senza che alcuno dei suoi compagni, al momen­to, se ne avvedesse, Davide stringeva nelle mani la lancia. I vigili del fuoco impegnati, in quel momento, erano sei. C’è stato il crollo, la prima ri­chiesta per l’ambulanza: erano quasi le dieci e mezza. Massi­mo Bernuzzi, un volontario («ma tra di noi che differenza c’è: volontari o no, il lavoro non cambia») del distaccamen­to di Broni è ferito, il crollo del l’ha travolto. È lui a dare l’allar­me: anche Davide è sotto. Si fa la conta, è vero, manca un vigi­le: «È stato un secondo», dice Pierangelo, uno degli abitanti di Crotta, usciti dalle case – poche decine – spaventati, a vedere. Alle 23 e qualche minu­to se ne va l’ambulanza con Da­vide. I suoi colleghi vanno avanti a lavorare: ci vorranno ancora delle ore per domare il fuoco.

Roma e’ morto un impiegato di 28 anni

dopo essere andato a verificare i lavori sul tetto di un capannone. Il giovane addetto al servizio commerciale di un’azienda che opera in un cantiere edile in via della Arti a Fiumicino, è morto ieri sera dopo essere caduto dal tetto di un capannone. L’uomo era salito sulla struttura per fare delle fotografie che avrebbero dovuto documentare lo stato di avanzamento dell’intervento. La sua società, infatti, aveva appaltato ad una ditta la rimozione della copertura in amianto del capannone, e l’impiegato doveva verificare a che punto fosse l’opera. L’uomo è caduto dal tetto ed è morto sul colpo. I carabinieri della stazione di Fiumicino stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente

Fonte: cadutisullavoro.com

Non è possibile lasciare commenti.