LA VALUTAZIONE DEI RISCHI (I soggetti della valutazione dei rischi e le procedure)
Pubblichiamo con piacere e interesse questo approfondimento sulla VALUTAZIONE DEI RISCHI e sui passi operativi per la redazione del relativo documento.
E’ un processo di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti da pericoli presenti sul luogo di lavoro; è fondamentale per una gestione efficace della sicurezza e della salute e può essere considerata la chiave di volta per limitare gli infortuni legati all’attività lavorativa e le malattie professionali.
Consiste in un esame sistematico di tutti gli aspetti dell’attività lavorativa, volto a stabilire:
 • cosa può provocare lesioni o danni;
 • se è possibile eliminare i pericoli e, nel caso in cui ciò non sia possibile;
 • quali misure di prevenzione o di protezione sono o devono essere messe in atto per controllare i rischi.
 La sezione 1, all’art. 15, comma 1, lettera a), del D.Lgs 81/08, inserisce tra le Misure di tutela e obblighi la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
alla lettera c) l’eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;
 L’art. 17, al comma 1, lettera a) Obblighi del datore di lavoro non delegabili, specifica che il datore di lavoro non può delegare la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28;
 Ma è negli articoli 28 (oggetto della valutazione dei rischi) e il 29 (modalità di effettuazione della valutazione dei rischi) alla esplicitazione dei contenuti, le finalità e caratteristiche della valutazione dei rischi e del documento di valutazione nonché alle modalità di effettuazione.
Art. 28, comma 1): La valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età , alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro.
 Articolo 29, comma 1): Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, nei casi di cui all’articolo 41.
 Quindi, da quanto sopra, si evince che i datori di lavoro hanno l’obbligo di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori in tutti, ma proprio tutti, quegli aspetti connessi con il lavoro.
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A seguire, un riassunto delle cinque fasi principali cui il datore di lavoro è tenuto fare, per una corretta valutazione dei rischi.
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 Fase 1 – Individuare i pericoli e i rischi
 • ispezionare il posto di lavoro e verificare cosa può arrecare danno;
 • consultare i lavoratori e/o i loro rappresentanti per conoscere i problemi riscontrati;
 • considerare i pericoli a lungo termine per la salute, come livelli elevati di rumore o l’esposizione a sostanze nocive, nonché i rischi più complessi o meno ovvi come i rischi psicosociali o i fattori legati all’organizzazione;
 • esaminare i registri aziendali degli infortuni e delle malattie;
 • raccogliere informazioni da altre fonti quali: manuali d’istruzioni o schede tecniche dei produttori e fornitori, siti web dedicati alla sicurezza e alla salute occupazionale.
 È importante capire chiaramente, per ciascun pericolo, quali sono le persone esposte al rischio; ciò può essere utile per individuare il modo migliore per gestire tale rischio. Questo non significa elencare
ciascun lavoratore per nome, bensì indicare gruppi di persone per mansioni,e specificare in che modo queste persone possono subire danni, ossia quale tipo di infortunio o malattia può presentarsi
Fase 2 – Valutare e attribuire un ordine di priorità ai rischi
La fase successiva consiste nel valutare il rischio derivante da ciascun pericolo.
A tal fine si possono considerare i seguenti fattori:
 • la probabilità che un pericolo arrechi danno;
 • la possibile gravità del danno;
 • la frequenza (e il numero) dei rischi a cui i lavoratori sono esposti.
Ai rischi deve quindi essere attribuito un ordine di priorità , che deve essere rispettato al momento di avviare le azioni di gestione.
Fase 3 – Decidere l’azione preventiva
La fase successiva consiste nel decidere come eliminare o controllare i rischi.
In questa fase, è necessario considerare:
 • se è possibile eliminare il rischio alla radice;
 • nel caso in cui ciò non sia possibile, in che modo si possono controllare i rischi, affinché non compromettano la sicurezza e la salute dei lavoratori esposti.
 Nel prevenire e controllare i rischi è necessario tenere conto dei seguenti principi generali di prevenzione:
 • evitare i rischi;
 • sostituire i fattori di rischio con fattori non pericolosi o meno pericolosi;
 • combattere i rischi alla fonte;
 • adottare misure protettive di tipo collettivo anziché misure di protezione individuali (per esempio, controllare l’esposizione ai fumi attraverso sistemi di aerazione locali piuttosto che con l’ausilio di maschere);
 • adeguarsi al progresso tecnico e ai cambiamenti nelle informazioni;
 • cercare di migliorare il livello di protezione.
Fase 4 – Intervenire con azioni concrete
La fase successiva consiste nel mettere in atto misure di prevenzione e di protezione.
È importante coinvolgere i lavoratori e i loro rappresentanti in questo processo.
Un intervento efficace comprende l’elaborazione di un piano che specifichi:
  • le misure da attuare;
 • le persone responsabili di attuare determinate misure e il relativo calendario di intervento;
 • le scadenze entro cui portare a termine le azioni previste.
 È essenziale che ogni attività volta a eliminare o prevenire i rischi sia fatta rientrare in un ordine di priorità .
Fase 5 – Controllo e riesame
È importante inoltre ricordarsi di effettuare verifiche periodiche per garantire che le misure preventive e protettive funzionino o siano effettivamente attuate e per individuare nuovi problemi.
La valutazione dei rischi deve essere revisionata regolarmente, in base alla natura dei rischi, al grado di evoluzione probabile dell’attività lavorativa o alla luce dei risultati di indagini concernenti un infortunio o «quasi incidente». La valutazione dei rischi non è un’azione una tantum.
 Registrare la valutazione
La valutazione dei rischi deve essere registrata. Tale registrazione può essere utilizzata come base per:
 • trasmettere informazioni alle persone interessate;
 • monitorare se sono state introdotte le misure necessarie;
 • fornire una prova alle autorità di vigilanza;
 • provvedere a una revisione, nel caso in cui le circostanze cambino.
Si raccomanda, in particolare, di registrare almeno le seguenti informazioni:
 • nome e funzione della persona o delle persone che effettuano l’esame;
 • pericoli e rischi individuati;
 • gruppi di lavoratori sottoposti a determinati rischi;
 • misure di protezione necessarie;
 • informazioni specifiche sull’introduzione delle misure, quali il nome della persona responsabile e la data;
 • dati relativi alle successive disposizioni per il monitoraggio e la revisione, comprese le date e le persone coinvolte;
 • informazioni in merito al coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti nel processo di valutazione dei rischi.
Fonte: blog di luca
