IMPIANTI ELETTRICI: LISTA DELLE NORME PRINCIPALI PER LAVORARE IN SICUREZZA.

Il rischio elettrocuzione è alquanto subdolo perché spesso non visibile e quindi non percepito come tale. A ciò si aggiunge spesso una scarsa conoscenza tecnica su impianti elettrici e meccanismi di dispersione di corrente degli addetti alla sicurezza. Ad ogni modo, la Testo Unico sulla Sicurezza corre in aiuto anche ai “profani”, elencando i principi necessari per realizzare un impianto elettrico di cantiere in modo corretto, riducendo a monte i rischi da contatto elettrico (vedere anche mio precedente post datato 11 luglio 2009 – Il Rischio Elettrico-). Le norme Tecniche Europee CEI EN specifiche per materiali ed impianti elettrici definiscono invece rigorosamente le prestazioni e la tipologia dei materiali da utilizzarsi per realizzare impianti perfettamente a Norma. I preposti alla sicurezza nei cantieri, non essendo in genere tecnici specializzati nella progettazione o realizzazione di impianti elettrici, non sono tenuti a conoscere la normativa CEI. Il loro compito è quello di verificare il rispetto di alcuni punti fondamentali che andrò a schematizzare di seguito: riportare tali punti in una check list per controllarne l’applicazione sarebbe di grande aiuto…

Si sottolinea che NON possono essere effettuati lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette a distanze inferiori ai seguenti valori:
3 metri per tensioni sino a 1.000 V (bassa tensione);
3,5 metri per tensioni da 1.001 a 30.000 V (media tensione);
5 metri per tensioni da 30.001 a 132.000 V (alta tensione);
7 metri per tensioni dai 132.001 V in poi.
Tali distanze, come precisa l’All. IX al T.U., sono da da osservarsi, nell’esecuzione di lavori non elettrici, al netto degli ingombri derivanti dal tipo di lavoro, delle attrezzature utilizzate e dei materiali movimentati, nonché degli sbandamenti laterali dei conduttori dovuti all’azione del vento e degli abbassamenti di quota dovuti alle condizioni termiche.

Si sottolinea inoltre che un altro principio generale sancito dalla normativa e che tutti i materiali, le apparecchiature e gli impianti elettrici messi a disposizione dei lavoratori devono essere progettati, costruiti, installati, utilizzati e mantenuti in modo da salvaguardare i lavoratori da tutti i rischi di natura elettrica, ovvero dai contatti indiretti e diretti, da inneschi e propagazioni di incendi, esplosioni, da ustioni, sovratensioni, archi elettrici ecc…

Analizziamo le varie parti dell’impianto elettrico di cantiere evidenziando i principali aspetti da monitorare:

I QUADRI ELETTRICI DI CANTIERE devono rispettare sempre le seguenti prescrizioni:
– devono essere conformi alle prescrizioni della norma CEI-EN 60439-4;
– devono essere dotati di un dispositivo di interruzione e sezionamento generale facilmente accessibile;
– l’alimentazione degli apparecchi elettrici di cantiere deve essere effettuata tramite quadri di distribuzione, ciascuno dei quali deve essere dotato di dispositivi di protezione contro le sovracorrenti, i contatti indiretti e di prese a spina;
– le prese a spina di cantiere con corrente nominale superiore ai 16A devono essere conformi alla Norma CEI-EN 60309-2;
– le presea spina e gli apparecchi elettrici di cantiere mobili permanentemente connessi, entrambi aventi correnti nominali a 32A inclusi, devono essere protetti da dispositivi differenziali aventi corrente differenziale nominale di intervento non superiore a 30 mA o devono essere alimentati da circuiti a bassissima tensione di sicurezza (SELV) o devono essere protetti mediante separazione elettrica, con ciascuna presa a spina o apparecchio utilizzatore mobile alimentato da un trasformatore distinto o da un avvolgimento secondario separato di un trasformatore;
– le prese a spina per uso domestico o similare possono essere utilizzate a condizione che siano protette, per installazione, contro gli urti, penetrazione di liquidi e corpi solidi (grado “IP”).

Gli impianti elettrici devono essere collegati a TERRA: i conduttori di terra e di protezione devono essere di sezione adeguata, non meno di 16 mmq per i conduttori di terra e sezione pari a quella di fase per i conduttori di protezione; le connessioni tra le varie parti dell’impianto e tra queste ed i dispersori di terra devono essere realizzate in modo idoneo (come da NORME CEI 64-8/5, 64 8/7 e GUIDA CEI 64-17).
DEVONO ESSERE COLLEGATE A TERRA ANCHE TUTTE LE MASSE E LE MASSE ESTRANEE: tutte le masse e le masse estranee simultaneamente accessibili devono essere collegate al medesimo impianto di terra.

Anche per la realizzazione degli impianti elettrici di cantiere dovranno essere utilizzati CONDUTTORI ELETTRICI che rispettino la codifica dei colori (bicolore giallo verde per i conduttori di terra, protezione ed equipotenzialità, blu chiaro per il conduttore neutro, marrone o nero – in genere – o grigio per le fasi)

I conduttori elettrici flessibili utilizzati per derivazioni provvisorie o per alimentazione di apparecchi portatili o mobili:
– non devono attraversare, a terra, luoghi di transito di veicoli o pedoni: quando questo sia necessario deve essere assicurata una protezione speciale contro i contatti meccanici e contro il contatto con macchinari di cantiere;
– deve essere posta particolare attenzione alla protezione di cavi posti a terra e dei cavi aerei contro i danneggiamenti meccanici e dalle attività di cantiere;
– i cavi flessibili devono essere del tipo H07RN-F o equivalente(H07RN8-F, FG70K 0,6/1KW e H07BQ-F), resistenti all’abrasione e all’acqua.

Prescrizioni riguardanti gli APPARECCHI ELETTRICI MOBILI E PORTATILI:
– nei lavori all’aperto è vietato utilizzare utensili a tensione superiore ai 220V;
– nei lavori in luoghi bagnati o molto umidi o a contatto o dentro grandi masse metalliche è vietato l’utilizzo di utensili elettrici portatili a tensione superiore ai 50V;
– se l’alimentazione degli utensili è fornita da una rete a bassa tensione attraverso un trasformatore, questo deve avere avvolgimenti, primario e secondario, separati ed isolati tra loro e deve funzionare con il punto mediano dell’avvolgimento secondario collegato a terra;
– il grado di protezione delle apparecchiature – ma anche dei componenti l’impianto elettrico – contro la penetrazione di corpi solidi e liquidi (grado IP) deve essere adeguato alle condizioni di utilizzo.

Prescrizioni riguardanti l’utilizzo di LAMPADE ELETTRICHE PORTATILI utilizzate in luoghi umidi o bagnati:
– devono essere alimentate attraverso circuiti SELV;
– devono essere conformi alla norma CEI-EN 60598-2-8 ed avere le seguenti caratteristiche:
– impugnatura in materiale isolante;
– parti in tensione (o che vi possono entrare) completamente protette;
– protezione meccanica della lampadina;
– grado di protezione IP minimo pari a 44.

Infine, deve essere garantita la protezione di impianti, strutture, attrezzature contro le SCARICHE ATMOSFERICHE (fulmini) con sistemi di protezione realizzati secondo le norme di buona tecnica:
– l’impianto di protezione dai fulmini deve essere interconnesso con quello generale di terra;
– la sezione dei conduttori impiegati per la dispersione delle cariche atmosferiche deve essere corrispondente alla relazione di progetto.

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