Archivio della categoria ‘Lavori in quota - cadute’

“IO NON CI CASCO” Manuale operativo per chi lavora in altezza

venerdì 13 aprile 2012

Pubblichiamo il manuale operativo per chi lavora in altezza“IO NON CI CASCO” (3^ edizione)

Curato da:

Regione Veneto-Azienda U.L.S.S. 15 “Alta Padovana”
Dipartimento di Prevenzione – Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPISAL)

Dott.ssa Bizzotto Rosana

Prefazione alla terza edizione
Le cadute dall’alto rappresentano la causa più comune di infortunio o di morte nel settore delle costruzioni. Tali eventi sono legati frequentemente alla mancanza di adeguate misure preventive e protettive, alla base della quale vi è spesso una assente o inidonea progettazione della sicurezza.
Per assicurare una reale riduzione degli infortuni sul lavoro, in questo come in altri comparti produttivi, è necessario iniziare da una adeguata e completa valutazione del rischio, considerando globalmente tutte le situazioni potenzialmente pericolose.
A questa fase è indispensabile far seguire quella della pianificazione delle misure di sicurezza che deve privilegiare
gli interventi che eliminano o riducono il rischio alla fonte. Va data priorità alle misure di protezione collettiva, riservando l’impiego dei dispositivi di protezione individuale a quelle situazioni in cui i rischi non possono essere altrimenti ridotti.
Questo opuscolo è nato con l’obiettivo di fornire ai coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione, alle imprese e ai capo-cantiere i criteri per una efficace progettazione e pianificazione delle misure di sicurezza nei lavori in altezza, partendo dall’analisi di singoli contesti di rischio.
Poiché l’istruzione e la formazione sono componenti essenziali del sistema di sicurezza aziendale, come ripetutamente richiamato nel testo, ai lavoratori va assicurata una formazione collegata a situazioni reali e l’addestramento necessario ad un corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale anticaduta.
La presente edizione è stata completamente rinnovata nella presentazione grafica. Il testo è stato aggiornato ai contenuti del Dlgs 81/2008 e del Dlgs 106/2009, nonché alle più recenti indicazioni riportate nelle linee guida tecniche nazionali.

Consulta:   io non ci casco




Regione Veneto: le istruzioni tecniche per la sicurezza dei lavori in quota

sabato 10 marzo 2012

La Giunta della Regione Veneto con delibera n. 97 pubblicata nel BUR n. 15 del 21 febbraio 2012 è intervienuta in materia di sicurezza nei cantieri e ha aggiornato le istruzioni tecniche per la predisposizione delle misure preventive e protettive per l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori di manutenzione in quota in condizioni di sicurezza.

CLICCA QUI e consulta la delibera della Regione Veneto

Fonte: necsi.it

I FATTORI DI RISCHIO E LA NORMATIVA PER LA SICUREZZA DELLE SCALE PORTATILI

lunedì 6 febbraio 2012

Le scale portatili costituiscono un prodotto largamente impiegato sia sui luoghi di lavoro che in ambiente domestico. Sono utilizzate per la loro facile reperibilità e per la loro apparente versatilità in relazione a un modo istintivo di usarle
che si rivela essere poi pericoloso.

Pertanto, al fine di ridurre i rischi, è opportuno intervenire sul prodotto in fase progettuale e sulle istruzioni per l’uso in fase di utilizzo.

Ambedue le fasi sono significative, in quanto, se con la formazione disposta dal D.Lgs. n. 81/2008 è possibile limitare i comportamenti pericolosi del lavoratore, in ambiente casalingo, dove l’informazione è presa poco in considerazione dall’utente, la riduzione del rischio è determinata principalmente dalla immissione sul mercato di un prodotto che abbia caratteristiche intrinseche capaci di ridurre il più possibile il rischio di infortunio, specialmente connesso a un uso improprio prevedibile.

AS-2011-12-042 Cortis Scale

Linee di indirizzo per la prevenzione delle cadute dall’alto

giovedì 5 gennaio 2012

Pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria del 23 Novembre 2011 le “linee di indirizzo per la prevenzione delle cadute dall’alto”.

Questo documento fornisce preziose indicazioni e approfondimenti anche di carattere tecnico su come prevenire il rischio delle “cadute dall’alto”.

Il documento è così strutturato:

– Finalità
– Definizioni
– Ambito di operatività
– Elaborato tecnico della copertura e|o delle facciate
– Prescrizioni generali per la progettazione
– Buone prassi da seguire per lavori di piccola entità sulla copertura e/o sulle facciate

Consulata:    LineeGuida_Cadutadallalto

I lavori sulle coperture – parte 2^

sabato 22 ottobre 2011

Disponibili gli atti del convegno INAIL “I Lavori su coperture”: classificazione, valutazione del rischio, efficienza e requisiti dei sistemi di ancoraggio.

I lavori su coperture espongono i lavoratori a rischi particolarmente elevati per la loro salute e sicurezza; fra essi il più importante è il rischio di caduta dall’alto.

Pubblichiamo gli atti del seminario tenutosi nell’ambito del SAIE di Bologna

INAIL_valutazione_rischi_coperture

2011Aspetti relativi ai materiali costituenti le strutture di copertura – Paolo Folloni


I Lavori sulle coperture 1^ parte

venerdì 21 ottobre 2011

Disponibili gli atti del convegno INAIL “I Lavori su coperture”: classificazione, valutazione del rischio, efficienza e requisiti dei sistemi di ancoraggio.

I lavori su coperture espongono i lavoratori a rischi particolarmente elevati per la loro salute e sicurezza; fra essi il più importante è il rischio di caduta dall’alto.

Pubblichiamo gli atti del seminario tenutosi nell’ambito del SAIE di Bologna

INAIL_Classificazione_delle_coperture

INAIL_coperture_requisiti_sistemi_ancoraggio

INAIL_coperture_sistemi_ancoraggio

SCALE e CORRIMANO dalla SUVA approfondimenti e liste di controllo 2^ parte

domenica 18 settembre 2011

Lavorare con una scala è pericoloso.

Moltissime persone sono vittima ogni anno di un infortunio sul lavoro dovuto a una scala.
Le cause di infortunio più frequenti sono le seguenti:
■ mancanza di un corrimano, corrimano difettoso o montato male
■ scarsa illuminazione
■ fretta, scarsa consapevolezza nei confronti del pericolo
■ mancato uso del corrimano, sottovalutazione dei rischi, telefonate e invio di SMS camminando
Se parliamo di SCALE PORTATILI gli infortuni rappresentano un importante nel fenomeno.
Sono infortuni che spesso hanno serie conseguenze.
Ecco i pericoli principali:
- Scivolamento della scala
- Cadute per aver usato la scala in modo sbagliato
- Rottura della scala
Pubblichiamo approfondimenti e check list di verifica realizzati dalla SUVA (sito: www.suva.ch)

SCALE e CORRIMANO dalla SUVA approfondimenti e liste di controllo 1^ parte

sabato 17 settembre 2011

Lavorare con una scala è pericoloso.

Moltissime persone sono vittima ogni anno di un infortunio sul lavoro dovuto a una scala.
Le cause di infortunio più frequenti sono le seguenti:
■ mancanza di un corrimano, corrimano difettoso o montato male
■ scarsa illuminazione
■ fretta, scarsa consapevolezza nei confronti del pericolo
■ mancato uso del corrimano, sottovalutazione dei rischi, telefonate e invio di SMS camminando
Se parliamo di SCALE PORTATILI gli infortuni rappresentano un importante nel fenomeno.
Sono infortuni che spesso hanno serie conseguenze.
Ecco i pericoli principali:
 – Scivolamento della scala
 – Cadute per aver usato la scala in modo sbagliato
 – Rottura della scala
Pubblichiamo approfondimenti e check list di verifica realizzati dalla SUVA (sito: www.suva.ch)


Scale Portatili: Linee Guida della Regione Lombardia per lavori in quota (2 metri)

mercoledì 31 agosto 2011

La Regione Lombardia ha approvato le Linee Guida per l’utilizzo di Scale Portatili nei cantieri temporanei e mobili, con Decreto n. 7738 del 17/08/2011.

Riguardano tutti i lavoratori in molte attività esponga al rischio di caduta da una quota posta ad una altezza superiore a 2 metri.

Stabiliscono anche, i requisiti psico-fisici che i lavoratori devono avere per poter utilizzare le scale e i criteri di idoneità ed il protocollo sanitario da attuare.
Viene indicato anche un protocollo sanitario.
Riguardano tutti i lavoratori che utilizzino una attrezzatura di lavoro dotata di pioli o gradini sui quali una persona può salire, scendere e sostare per brevi periodi, e che permette di superare dislivelli e raggiungere posti di lavoro in quota e che esponga al rischio di caduta da una quota posta ad una altezza superiore a m. 2 rispetto ad un piano stabile.
Riguardano molte attività:
– lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le parti strutturali delle linee elettriche e le parti strutturali degli impianti elettrici;
– opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro
– lavori di costruzione edile o di ingegneria civile quali scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile.

Fonte: amblav.it

Reg.Lombardia Decreto Scale 7738_17-agosto-2011

Prevenzione dai rischi di caduta

martedì 26 luglio 2011

Ai fini della prevenzione degli infortuni e dei rischi per la salute, importanza prioritaria va attribuita ai provvedimenti d’ordine tecnico-organizzativo diretti ad eliminare o ridurre sufficientemente i pericoli alla fonte ed a proteggere i lavoratori mediante mezzi di protezione collettivi. Tuttavia, ove queste misure da sole non bastino ad evitare o ridurre sufficientemente i rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, in relazione alla quota ineliminabile di rischio residuo, subentra l’obbligo del ricorso ai DPI.

Deve essere predisposta, nell’ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda l’intervento di emergenza in aiuto del lavoratore, rimasto sospeso al sistema di arresto caduta, che necessiti di assistenza o aiuto da parte di altri lavoratori. Quindi, nel caso in cui nei lavori in quota, si rende necessario l’uso di un sistema di arresto caduta, all’interno della unità di lavoro deve essere prevista la presenza di lavoratori che posseggano la capacità operativa di garantire autonomamente l’intervento di emergenza in aiuto del lavoratore sospeso al sistema di arresto caduta. Nel caso che, a seguito di analisi del rischio e della conformità dei luoghi di lavoro, si ritiene che non sia possibile operare in maniera autonoma, deve essere determinata un’apposita procedura del soccorso pubblico.

Le sette regole d’oro

1) Valutazione dei rischi

Valutazione dei rischi propri del cantiere connessi a:

  • tipologia di attività lavorativa svolta;
  • condizioni climatiche e meteorologiche;
  • morfologia del sito;
  • presenza di fattori di rischio potenziali esterni;
  • presenza di lavori e cantieri limitrofi;
  • congestione del sito.

2) Valutazione del quadro clinico e psicoattitudinale

Valutazione del quadro clinico e psicoattitudinale dell’operatore a cura del medico competente e del datore di lavoro.

3) Privilegiare i DPC

Nelle opere di prevenzione e protezione contro le cadute dall’alto si devono privilegiare le protezioni di tipo collettivo

4) Utilizzo dei DPI

Nel caso in cui non sia possibile predisporre adeguate misure di sicurezza di tipo collettivo, gli operatori de­vono fare uso di dispositivi di protezione individuali (DPI), distinguendo e verificando ogni singolo compo­nente:
Punto di ancoraggio:

  • verifica di resistenza statica a 10 kN
  • innesto dei punti di ancoraggio a parti strutturali rigide

Collegamento con l’operatore:

  • scelta di collegamenti a seconda delle esigenze dei lavori;
  • scelta di collegamenti a seconda del tipo di dispositivo che si adotta.

lmbracatura:
scelta dell’imbracatura a seconda delle esigenze dei lavori;
scelta dell’imbracatura a seconda del tipo di dispositivo che si adotta.

Elementi di collegamento:
scelta di moschettoni, ganci e pinze opportuni

5) Tirante d’aria ed effetto pendolo

Occorre considerare, sempre eventuali conseguenze derivanti dall’effetto pendolo e dal, tirante d’aria, a seconda del dispositivo anticaduta utilizzato.
Bisogna seguire fedelmente le specifiche disposizioni riportate sui manuali di istruzione all’uso dei mezzi di protezione utilizzati, avendo cura di riporli in ambienti ventilati, non riscaldati e asciutti.
Si deve evitare il contatto con sostanze caustiche, spigoli o altro che possa deteriorare le parti di fibra e cuoio. Prima di ogni utilizzo ne va verificata l’efficienza e l’integrità
Qualora i dispositivi entrino in azione, vanno inviati presso il centro di assistenza della casa fornitrice per le revisioni del caso.

6) Evitare comportamenti a rischio

Evitare le situazioni ed i comportamenti a rischio anche se si è opportunamente imbracati.

7) Segnaletica

La segnaletica deve essere posizionata presso il luogo dove esiste la possibilità di incidente o dove i rischi si possono manifestare; pertanto non si deve ritenere esaustiva in alcun modo l’installazione di un unico cartello che riassuma i rischi in essere o potenziali presenti in cantiere. Da considerare quindi una specifica segnaletica per:
il rischio di caduta o inciampamento nel luogo in cui risiede tale rischio;
ricordare l’obbligo di imbracatura dove insisterà il punto di ancoraggio.

FATTORE DI CADUTA

E’ necessario capire i fattori di caduta per ridurre i rischi !

Sono tre i fattori di caduta a seconda della posizione del punto di ancoraggio. Sono utili per determinare la distanza potenziale di caduta di un lavoratore e quindi per assicurare che non ci sia rischio di impatto con il terreno l’eventuale piano inferiore. Qunado possibile, il lavoratore dovrebbe sempre usare un punto di ancoraggio a livello delle spalle o sopra (detto rispettivamente Fattore1 o 0). Un punto di ancoraggio più alto riduce la distanza di caduta e quindi riduce in maniera significativa il rischio di lesioni dovute alle forze di impatto di una caduta.

  • Fattore 2 (ancoraggio in punto sotto l’altezza del piede): il lavoratore cade per 5,75m ovvero due volte la lunghezza del cordino più l’assorbitore di energia dispiegato
  • Fattore 1 (ancoraggio in punto all’altezza della spalla o superiore): il lavoratore cade per massimo 3,75m ovvero l’altezza del lavoratore e la lunghezza dell’assorbitore di energia dispiegato
  • Fattore 0 (ancoraggio teso sopra la testa) il lavoratore cade per un massimo di 1,75m ovvero la lunghezza dell’assorbitore di energia, nel caso si dispiegasse

Quando si usa un cordino con assorbitore di energia, è importante capire come si calcola la distanza potenziale della caduta per evitare l’impatto con strutture sottostanti. Un calcolo approssimativo che indica la distanza minima necessaria tra punto di ancoraggio del cordino (supponendo fattore di caduta 2) e la struttura sottostante, è il seguente:

-  due volte la lunghezza del cordino (equivalente alla lunghezza del cordino e all’altezza del lavoratore)

  • + 1,75m la distanza di decelerazione pe l’allungamento massimo dell’assorbitore di energia e deformazione del cordino
  • + 1 m di margine di sicurezza

ad esempio usando un cordino di 2 m di lunghezza con fattore di caduta 2 si ha:

2 x 2 m + 1,75 m + 1 m = 6,75 m tirante d’aria libero necessario

invece usando un cordino di 1,5 m con fattore di caduta 2 si ha:

2 x 1,5 m + 1,75 m + 1m = 5,75 m tirante d’aria libero necessario

In caso di dubbi si può tenere presente che i dispositivi retrattili contengono l’eventuale distanza in 3m. Un dispositivo retrattile a richiamo automatico ferma la caduta in pochi centimetri ed è quindi la soluzione ideale per lavorare con piani di lavoro poco distanti, quando un cordino con assorbitore di energia non sarebbe in grado di evitare l’impatto con l’ostacolo sottostante.

E’ importante inoltre tenere presente che se il dispositivo non è ancorato verticalmente sopra l’operatore questo, in caso di caduta, oscillerà lateralmente (effetto pendolo) con il rischio di riportare delle ferite sbattendo al suolo o contro un ostacolo posto accanto a lui. Se non è possibile adottare un punto di ancoraggio in modo da evitare questo rischio, si consiglia di usarne due ai lati del lavoratore così da evitare qualsiasi oscillazione.