Pubblichiamo l’intervento di Loris Munaro – Ingegnere, comandante provinciale dei vigili del fuoco di Venezia e reggente del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Padova, intervento al seminario dal titolo “Sicurezza nell’emergenza, tenutosi presso l’Associazione degli Industriali di Padova.
Il comportamento in situazioni di emergenza incendio: formazione e interventi per garantire reazioni appropriate”
Riguardo ai momenti di inerzia prima di rispondere ad un’emergenza, il lavoro degli scienziati del comportamento ha messo in evidenza diversi aspetti:
- “sono molteplici i comportamenti osservati nelle persone durante le situazioni di pericolo e di emergenza”;
- “gli individui dopo un allarme occupano una parte del tempo in attività non rivolte all’evacuazione. Questo intervallo di tempo può costituire fino a due terzi del tempo che si impiega per uscire dall’edificio”;
- l’inclinazione delle persone “sarebbe quella di voler ‘definire’ la situazione prima di ‘rispondere’ di fronte ad un allarme sonoro. Per tale motivo, le persone aspettano altri indicatori ambientali: l’odore del fumo, le urla di una persona ferita, un collega che gli dice di uscire cercano informazioni su cosa sta accadendo”;
- “le persone tendono a pensare che le probabilità che l’allarme corrisponda ad un reale incendio o che questo possa rappresentare un pericolo per loro sia estremamente bassa. L’espressione inglese ‘milling’ (girovagare come un mulino) indica proprio l’interazione sociale nelle prime fasi di allarme;
- gli individui verificano/cercano una conferma con le altre persone della gravità del messaggio o dell’avvertimento che hanno ricevuto. Solo quando la rete sociale conferma la validità dell’avviso, iniziano ad eseguire azioni protettive”.
In questo senso è interessante dare alcuni dati tratti dallo studio del National Institute of Standards and Technology che ha ricostruito il comportamento di evacuazione delle 15000 persone nelle Twin Towers l’11 settembre 2001.
In particolare è stato stimato che il “70% delle persone nel WTC (world trade center) che sopravvissero a quel disastro, prima di fuggire, parlarono fra loro sul da farsi e sul cosa stesse succedendo”. Dai resoconti di 324 persone che sono riuscite ad evacuare dai grattacieli, risulta che:
- “l’83% ha giudicato la situazione molto grave nei primi minuti dopo lo schianto;
- il 55% dei superstiti è evacuato immediatamente;
- il 13% si è fermato per recuperare i propri beni personali;
- il 20% ha messo in sicurezza i suoi dati personali e poi ha girato per il piano prima di evacuare;
- l’8% aveva inizialmente deciso di restare ma dopo ha cambiato idea”.
Fonte: puntosicuro.it
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