Archivio della categoria ‘Infortuni’

INAIL – dati 2009 calano infortuni e morti sul lavoro

venerdì 23 luglio 2010

Sono 790.000 gli infortuni sul lavoro avvenuti nel 2009, per un calo del 9,7% rispetto al 2008 (85mila in meno). I casi mortali sono stati 1.050, per una flessione del 6,3% (70 decessi in meno). Questi, in estrema sintesi, i numeri più significativi che si ricavano dal bilancio delle denunce pervenute all’INAIL alla data di rilevazione ufficiale del 30 aprile 2010.

Calano infortuni e morti sul lavoro: è la flessione più alta dal 1993. Aspetto particolarmente significativo: la riduzione maggiore ha riguardato gli infortuni in occasione di lavoro – quelli effettivamente verificatisi durante lo svolgimento delle attività lavorative – per i quali il numero delle denunce si è ridotto del 10,2%, a fronte di un calo del 6,1% degli infortuni in itinere (avvenuti durante il tragitto casa/lavoro e viceversa).

Analoga – anche se in misura meno sostenuta – la flessione dei casi mortali: quelli in occasione di lavoro sono passati dagli 829 del 2008 ai 767 del 2009 (-7,5%), mentre i decessi in itinere sono scesi da 291 a 283 (-2,7%). Sempre nell’ambito degli infortuni mortali in occasione di lavoro, di particolare importanza è il numero di quelli occorsi sulla strada a lavoratori che operano in questo specifico ambito (autotrasportatori di merci o di persone, rappresentanti di commercio, addetti alla manutenzione stradale, ecc.), scesi comunque dai 338 casi del 2008 ai 303 del 2009 (-10,4%).

“E’ dal 1993 – quando vi fu un calo dell’11,7% degli incidenti rispetto al 1992 – che nell’andamento complessivo degli infortuni non si registrava una flessione di questo livello” afferma Marco Sartori, Presidente dell’INAIL. “Nel 2008, anno pure molto positivo, la riduzione si era attestata invece intorno al 4,1%. In questo contesto, di per sé significativo, è importante sottolineare come parte sensibile della riduzione abbia riguardato gli infortuni relativi all’effettivo svolgimento dell’attività lavorativa: 79.064 casi in meno è un numero davvero rilevante”. Per quanto riguarda, invece, “la diminuzione più contenuta dei casi mortali, diminuzione pure rilevante”, ricorda Sartori, “è un ambito dove il margine di contenimento di per sé è minore, trattandosi di cifre già sensibilmente ridotte nel corso di questi ultimi anni: basti pensare che, nel 2001, i decessi erano stati 1.546″.

La crisi economica riduce del 3% il tempo di esposizione al rischio. Il 2009 è stato un anno fortemente condizionato dalla grave crisi economica internazionale che ha interessato il nostro Paese già a partire dalla seconda metà del 2008 e poi si è protratta e acutizzata nel corso dei mesi successivi. Tutto ciò si è tradotto non solo in un calo del numero di occupati (secondo l’Istat pari al -1,6%), ma anche in una riduzione nella quantità di lavoro a seguito di interventi operati dalle aziende: dai tagli di straordinario e di lavoro temporaneo al ricorso alla cassa integrazione.

Complessivamente – sulla base di elaborazioni effettuate da una parte sui dati Istat in relazione agli occupati e alle ore lavorate pro-capite e, dall’altra, sulle informazioni dell’INAIL rilevate dagli archivi DNA (Denuncia nominativa assicurati) – è possibile stimare che il tempo di lavoro e, quindi, di esposizione al rischio di infortuni abbia subito una contrazione media generale di circa il 3%, con una forte variabilità a livello territoriale, settoriale e di dimensione aziendale. Una percentuale che fa ragionevolmente ritenere che la riduzione reale degli infortuni sul lavoro, calcolata in termini di incidenza – depurata cioè della componente “perdita di lavoro” – si possa stimare pari a -7% per gli infortuni in generale e a -3,4% per quelli mortali.

“L’effetto della crisi in termini di riduzione degli infortuni sul lavoro di sicuro c’è stato, ma ha riguardato solo una componente minoritaria del fenomeno”, valuta Sartori. “Le riduzioni più significative in termini numerici sono, invece, da attribuire all’effettivo miglioramento dei livelli di sicurezza in atto ormai da molti anni nel nostro Paese e vanno interpretate, pertanto, come il risultato delle politiche messe in atto da governi, parti sociali – aziende e sindacati – e da tutti i soggetti che agiscono in materia di prevenzione, a partire certo dall’INAIL. Si tratta, del resto, di un dato in linea con un trend storico consolidato: se analizziamo, infatti, l’andamento infortunistico dal 2002 al 2009 vediamo come gli incidenti complessivi siano diminuiti del 20,4% e i casi mortali del 29%”.

Meno incidenti per gli uomini e nelle aree industriali del Paese. Un’analisi dell’andamento infortunistico del 2009 condotta in ottica di genere evidenzia come la flessione degli incidenti non sia stata uniforme, ma molto più accentuata per gli uomini (-12,6%) rispetto alle donne (-2,5%). Diversa, invece, la situazione relativa ai casi mortali, con una riduzione del 14% per la componente femminile (74 lavoratrici decedute rispetto alle 86 del 2008), a fronte del 5,6% relativo agli uomini (dai 1.034 morti del 2008 ai 976 del 2009). Va evidenziato, tuttavia, che per le donne il 60% delle morti si è verificato in itinere.

A livello settoriale la diminuzione degli infortuni sul lavoro è stata molto più sostenuta nell’Industria (-18,8%) che nei Servizi (-3,4%) o nell’Agricoltura (-1,4%). Il calo più significativo si registra nel comparto manifatturiero (-24,1%) e nelle Costruzioni (-16,2%), mentre per quanto riguarda i Servizi, apprezzabili riduzioni si registrano nei Trasporti (-12,5%) e nel Commercio (-9,1%). Per i casi mortali il 2009 segna una riduzione sensibile nell’Industria (-7,9%) e nei Servizi (-6%), mentre in Agricoltura si registra una sostanziale stabilità.

L’analisi territoriale, ancora, mostra che la riduzione degli infortuni ha riguardato tutte le grandi aree geografiche, con maggiore accentuazione nel Nord-Est (-12,8%) e nel Nord-Ovest (-9,3%). Cali più moderati si rilevano, invece, al Centro (-8,2%) e nel Mezzogiorno (-6,8%). Per quanto riguarda i casi mortali, questi sono diminuiti in particolar modo nel Nord-Est (62 decessi in meno, pari al -21,9%) e nel Nord-Ovest (-6,2%). Molto più contenuto il calo nel Mezzogiorno (-1,7%). In controtendenza il Centro, che registra un aumento del 7,9% degli eventi mortali dovuto principalmente ad un incremento dei decessi nel Lazio.

“In generale, il calo degli incidenti presenta connotazioni riferibili prevalentemente alle attività industriali – quelle che più delle altre hanno risentito della crisi – interessando maggiormente le aree del Nord industrializzato e i lavoratori maschi che, dell’Industria, rappresentano la componente lavorativa preponderante”, osserva Sartori. “Non è casuale, quindi, che il 60% degli infortuni si sia concentrato nelle aree del Nord a maggiore densità produttiva e il crollo degli infortuni in comparti come l’industria manifatturiera e le costruzioni, più di altri colpiti dalla crisi economica e con un calo occupazionale quasi triplo rispetto a quello medio generale”.

Stranieri: per la prima volta incidenti in flessione. Il 2009 ha registrato, per la prima volta, un decremento degli infortuni dei lavoratori stranieri, dagli oltre 143mila casi del 2008 ai 119mila del 2009, per un calo del 17%. Anche in questo caso la flessione ha riguardato prevalentemente la componente maschile (-20,3%), rispetto a quella femminile (-4,9%). I casi mortali sono diminuiti di 39 unità passando da 189 a 150.

Il calo si è verificato maggiormente nell’Industria, in particolare nei settori del manifatturiero notoriamente ad alta presenza di lavoratori stranieri, nei quali – come già detto – la crisi produttiva e occupazionale è stata più acuta. Rumeni, marocchini e albanesi sono, nell’ordine, le comunità che ogni anno denunciano il maggior numero di incidenti, totalizzandone ben il 40%. Se si considerano, poi, i casi mortali la percentuale supera il 50%: in altri termini un deceduto di origine straniera su due, in Italia, proviene da una delle tre comunità.

“E’ la prima volta nell’ultimo decennio – da quando, cioè, il fenomeno ha assunto una rilevanza statistica – che è stata registrata una flessione degli infortuni tra i lavoratori stranieri, sempre più presenti nel mercato del lavoro italiano”, afferma Sartori. “Il calo è da attribuire, in parte, alla riduzione complessiva delle opportunità di lavoro che ha interessato tutta la popolazione del Paese e, dunque, anche gli stranieri – colpiti, peraltro, da livelli di precarietà superiori agli italiani – ma, in parte anche consistente, al miglioramento delle loro condizioni per quanto riguarda prevenzione e sicurezza”.

Emersione delle malattie professionali: le denunce crescono del 16%. Il 2009 è stato un anno record per le malattie professionali. Le denunce complessive sono state 34.646: il valore più alto degli ultimi 15 anni, per un aumento del 15,7% rispetto ai 30mila casi del 2008 e di circa il 30% in 5 anni (8mila denunce in più rispetto alle quasi 27mila del 2005). L’Agricoltura è il comparto più interessato: le segnalazioni pervenute all’INAIL sono più che raddoppiate in un solo anno (da 1.834 del 2008 a 3.914 del 2009, +113,4%) e triplicate nell’ultimo quinquennio.

Impennata per le malattie dell’apparato muscolo-scheletrico (tendiniti, affezioni dei dischi intervertebrali, sindrome del tunnel carpale, ecc.) dovute a sovraccarico biomeccanico: con quasi 18mila casi denunciati – per un aumento del 36% rispetto al 2008 – e raddoppiate in cinque anni (erano poco meno di 9mila nel 2005) – sono emerse prepotentemente come le vere protagoniste del fenomeno tecnopatico.

“Questo boom complessivo è dovuto a serie di fattori diversi che, da alcuni anni ormai, stanno contribuendo all’emersione di quelle che gli esperti definiscono „malattie nascoste’. Non a caso, anche l’INAIL da tempo segnala come questo fenomeno soffra di una cronica forma di sottodenuncia”, rileva Sartori. “Spesso, infatti, i lavoratori non sono al corrente dei propri diritti e, in tal senso, va rimarcata la positività dell’opera di sensibilizzazione e di informazione messa in atto dall’Istituto, ma anche dai sindacati, dalle associazioni di categoria e dai patronati”.

A tutto ciò si aggiunge l’entrata a regime delle nuove tabelle, in base al decreto ministeriale del 9 aprile 2008. “Il provvedimento ha incluso come tabellate alcune malattie che prima non lo erano”, spiega Sartori. “In passato per queste patologie era necessario provare il nesso con la causa professionale, adesso beneficiano della presunzione legale di origine. Non a caso tra le malattie tabellate figurano ora anche quelle da sovraccarico biomeccanico e da vibrazioni meccaniche, che interessano l’apparato muscolo-scheletrico, e che nel 2009 hanno registrato un sensibile aumento delle denunce”.

Infine, un effetto tecnico collaterale del ridisegno delle tabelle, elencate ora per specifica patologia piuttosto che per agente patogeno, è stato l’aumento delle denunce “plurime” (più tipi di malattia denunciati contemporaneamente dalla stessa persona) che, nel 2009, hanno raggiunto la considerevole quota del 20% del totale delle denunce, contribuendo significativamente al boom delle denunce.

Il raffronto con l’Europa: Italia meglio della media Ue. Sulla base dei tassi d’incidenza standardizzati Eurostat l’Italia registra per il 2007 (ultimo anno reso disponibile da Eurostat) un indice infortunistico pari a 2.674 infortuni per 100.000 occupati: più favorevole, dunque, rispetto a quello medio riscontrato nelle due aree U.E. (3.279 per l’Area Euro e 2.859 per l’U.E.-15). La graduatoria risultante dalle statistiche armonizzate colloca l’Italia, in posizione migliore rispetto ai maggiori Paesi del vecchio continente come Spagna (4.691), Francia (3.975) e Germania (3.125).

Per quanto riguarda gli infortuni mortali, nel 2007 si è registrata per l’intera Ue, rispetto all’anno precedente, una diminuzione dei tassi d’incidenza da 2,4 a 2,1 decessi (sempre per 100.000 occupati), anche se tale valore è ancora provvisorio, poiché alcuni Paesi non hanno comunicato a Eurostat i dati riguardanti l’anno 2007. Anche l’indice dell’Italia ha registrato nel 2007 un calo da 2,9 a 2,5 decessi per 100.000 occupati, mantenendosi ancora al di sopra del valore medio Ue.

Fonte: INAIL

datiINAILgiugno2010

Ancora infortuni dal WEB

venerdì 16 luglio 2010

Pubblichiamo, dal blog “nomortilavoro” una breve sintesi degli accadimenti di infortuni degli ultimi giorni

13 LUGLIO

ROMA – Sono gravi le condizioni un operaio di 37 anni, che ha fatto un volo di 8 metri cadendo da un’impalcatura a Manziana, in provincia di Roma, mentre effettuava dei lavori di ristrutturazione in una villetta. Dopo l’incidente, avvenuto intorno alle 10:40, l’uomo è stato subito soccorso dagli uomini del 118 e trasportato, in eliambulanza, al Policlinico Gemelli di Roma. L’operaio è titolare di una ditta di termoidraulica e probabilmente è precipitato nel tentativo di prendere una bombola di gas che gli era sfuggita di mano. Sul posto sono intervenuti per gli accertamenti anche i carabinieri di Manziana.

MACERATA – In un magazzino di contrada Collevario, un uomo di 67 anni, M. L., di Montecassiano, che stava spostando dei pali di rovere lunghi tre metri, è stato colpito in testa da un palo caduto a terra. L’uomo, soccorso da un’ambulanza del 118, è stato trasportato al pronto soccorso: le sue condizioni non sono gravi. Sul posto sono intervenuti anche gli ispettori del lavoro dell’Inps. 

12 LUGLIO

RAVENNA – Un’operaia di 57 anni originaria di Savignano sul Rubicone (Forlì-Cesena), Ferdinanda Procucci, è morta dopo essere stata travolta a Conselice, in provincia di Ravenna, da un autocarro carico di polli. L’autista del mezzo pesante, anche lui 57enne, di San Mauro Pascoli (Forlì Cesena), è stato portato sotto choc all’ospedale per accertamenti. L’incidente è accaduto all’interno di una tenuta agricola nella quale l’autista era andato per caricare gli animali, operazione cui la donna aveva probabilmente contribuito. I primi rilievi dei carabinieri di Lugo non hanno escluso che si possa essere trattato di un’errata manovra in retromarcia.

ORCIANO (PESARO URBINO) – Un muratore di 40 anni, Marco Pelliccia, di Orciano (Pesaro Urbino), è morto per le ferite riportate cadendo dal tetto di un capannone industriale a Orciano, durante lavori per la rimozione di pannelli di eternit. Ancora da chiarire la dinamica dell’infortunio, su cui sono in corso accertamenti dei carabinieri e degli ispettori dell’Asur. Pelliccia, sposato e padre di due figli piccoli, è stato subito soccorso e trasportato nell’ospedale di Ancona, dove però è deceduto poco prima di essere sottoposto ad un intervento chirurgico.

BERGAMO – Un operaio bergamasco di 30 anni è rimasto ustionato nella Simas di Mapello (Bergamo), dopo essere stato investito da una vampata di calore. Soccorso da colleghi e portato in ambulanza agli Ospedali Riuniti di Bergamo, è stato ricoverato con bruciature sul volto e alle braccia. Secondo una prima ricostruzione dei fatti l’uomo, che vive a Romano di Lombardia (Bergamo), stava accendendo un saldatore, quando è stato raggiunto dall’ondata di calore, provocata probabilmente dal gas.

BOLZANO – Infortunio sul lavoro a Santa Cristina di Val Gardena, in Alto Adige, dove un imbianchino 57enne del luogo impegnato a verniciare la parete di un’abitazione, ha perso l’equilibrio ed è caduto rovinosamente, andando a battere violentemente il capo sui gradini di cemento della scala sottostante. Subito soccorso, è stato trasportato con l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites all’ospedale San Maurizio di Bolzano, dove è stato ricoverato in prognosi riservata.

11 LUGLIO

MODENA – Infortunio mortale sul lavoro a Mirandola, nel modenese. A perdere la vita, all’interno della azienda agricola ‘Malavasi Vittorio‘ di via Forna 23, è stato un uomo albanese di 38 anni, Deshir Tefa, residente nel paese. Stando ad una prima ricostruzione, l’uomo è caduto dentro un tombino che dà accesso ad una pompa di immersione che regola il deflusso dei liquami da un pozzo. Il cadavere è stato trovato dal padre del proprietario dell’azienda, attorno alle 14. L’uomo ha visto che l’auto dell’albanese era ancora parcheggiata, si è insospettito e, dopo aver fatto un controllo, ha trovato il corpo. Sono intervenuti i carabinieri di Mirandola, i vigili del fuoco di San Felice sul Panaro e il personale della Medicina del lavoro di Carpi. Non è ancora chiaro che l’albanese sia rimasto vittima di una caduta o di un malore.

10 LUGLIO

CASALE MONFERRATO (ALESSANDRIA) -Un operaio edile ha perso la vita in un incidente sul lavoro a Bozzole, nel Casalese. La vittima è Luciano Sposato, 46 anni, abitante a Pieve del Cairo, dipendente di una ditta del Pavese. L’uomo verso le 6,30 stava eseguendo dei lavori di manutenzione al tetto del porticato di un cascinale, raggiunto con un cestello azionato da una gru. All’improvviso il tetto ha ceduto e l’operaio è precipitato da un’altezza di otto metri. Inutili i soccorsi, Sposato era deceduto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Ticineto e i tecnici dello Spresal.

BOLZANO – Ancora un infortunio sul lavoro mortale in Alto Adige ed ancora una volta a determinarlo il rovesciamento di un trattore. È accaduto verso le 17 a Lana, nel Meranese, dove un contadino ha perso la vita per un mezzo agricolo che si è ribaltato durante lavori nella zona di Platteda, poco lontano da via Palade. L’agricoltore, che è finito sotto il trattore, è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti la Croce bianca, i vigili del fuoco e i carabinieri, i quali non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

9 LUGLIO

TRENTO – Grande cordoglio a Montagnaga di Pinè, nel Trentino, per la morte di Francesco Franceschi, pensionato di 64 anni, travolto e ucciso da un albero. L’uomo, insieme ad un nipote, stava tagliando del legname in località Valt, quando il tronco di un larice gli è finito addosso, travolgendo ed uccidendolo sul colpo. Franceschi, molto conosciuto nella zona, era stato per oltre 20 anni nel corpo dei vigili del fuoco volontari di Baselga. I carabinieri, che hanno eseguito le indagini di rito, hanno escluso responsabilità di terzi.

8 LUGLIO

BERGAMO – Stava preparando del cemento, quando ha infilato una mano nella betoniera ed è rimasto ferito gravemente dalla lama del macchinario. L’incidente sul lavoro in cui è rimasto ferito un operaio albanese di 49 anni, è avvenuto in un cantiere edile di Dalmine (Bergamo). Il fatto è successo intorno alle 14: l’operaio stava lavorando insieme ad altri colleghi, quando, forse per togliere della carta dalla betoniera, ha infilato la mano nel macchinario. La lama, che in quel momento era in azione, gli ha provocato un profondo taglio all’arto, lesionando anche il tendine. L’uomo è stato portato agli Ospedali Riuniti di Bergamo, dov’è stato ricoverato nel reparto di chirurgia plastica. Sul posto sono intervenuti carabinieri e addetti dell’Asl.

MILANO – Un uomo e una donna sono stati investiti da una fiammata mentre erano al lavoro in una ditta in piazza Aturia a Gessate (Milano). Sul posto sono intervenuti i mezzi del 118. L’uomo di 44 anni è stato portato al San Raffaele mentre la donna, di 38, è stata trasportata con l’elicottero al Niguarda. Entrambi presentano ustioni estese alla parte superiore del corpo. 

7 LUGLIO

LOCATE VARESINO (COMO) – Un artigiano di Tradate (Varese) è morto a Locate Varesino (Como) dopo essere precipitato da circa sette metri mentre stava compiendo alcuni lavori di manutenzione sul tetto di un magazzino. Per Gabriele Griggio, 54 anni, non c’è stato nulla da fare: troppo gravi le ferite riportate nella caduta. Luogo dell’infortunio mortale un magazzino di una ditta in via Garibaldi a Locate Varesino dove l’artigiano, un lattoniere, era impegnato in alcuni lavori di manutenzione della copertura. Gli accertamenti, per ricostruire l’esatta dinamica della caduta sono in corso da parte dei carabinieri della caserma di Mozzate e dell’Asl di Como.

6 LUGLIO

BENEVENTO – Un muratore di 65 anni, Giuseppe Lonardo, di Montesarchio (Benevento), è morto per le ferite riportate dopo essere caduto da una finestra al secondo piano di un’abitazione in costruzione nel comune Beneventano. Secondo quanto si è appreso, l’uomo stava effettuando dei lavori edili quando, per cause ancora in corso accertamento, è precipitato. Immediatamente soccorso, Lonardo è però deceduto lungo il tragitto verso l’ospedale «G. Rummo» di Benevento. Il cantiere è stato sequestrato dai carabinieri che hanno avviato indagini per accertare la dinamica dell’incidente.

CESENADue artigiani sono stati travolti da una gru che stavano montando in un cantiere nel centro di Alfero di Verghereto, sull’Appennino cesenate. Alvaro Bartolini, 53 anni, di Quarto di Sarsina, è rimasto gravemente ferito e le sue condizioni sono preoccupanti; un suo collaboratore, un marocchino di 42 anni, Kbiz Aibdil Daoufi, residente in zona, ha riportato ferite a una gamba. Alle 9.30 i due, insieme al responsabile della ditta di costruzioni ‘Sidalt‘ di Quarto, Denis Bartolini, 25 anni, figlio di Alvaro, stavano ultimando le operazioni di montaggio e installaggio della gru, per ristrutturare il tetto di una palazzina a tre piani. I tre stavano terminando la fase di ancoraggio al terreno (con il cemento) sotto la gru posizionata su un carrello. La strada in quel tratto è in discesa e piena di ghiaia. La ghiaia avrebbe ceduto, così la gru sistemata sul carrello con le ruote è ’scivolata’ travolgendo i due lavoratori.

FOGGIA – Un operaio di 30 anni, Domenico Ciccorelli di Foggia, è morto in un incidente sul lavoro per lo scoppio di una bombola di ossigeno in un deposito di rottami in viale Fortore, alla periferia di Foggia. Secondo quanto accertato dai vigili del fuoco intervenuti sul posto, l’uomo stava smontando il gruppo valvolare di una bombola d’ossigeno, che probabilmente non era del tutto vuota. La fuoruscita dell’ossigeno ha causato lo scoppio della bombola e la morte sul colpo dell’operaio. In quel momento, insieme con Ciccorelli c’erano altri due operai che, però, erano ad una certa distanza dal luogo dello scoppio e sono rimasti illesi. Ciccorelli aveva moglie e due figli piccoli. Delle indagini sulle cause e le modalità dell’incidente si occupa la polizia.

ASTI – È morta Marcella Risso 40 anni, l’architetto di Montemagno d’Asti, precipitata nei giorni scorsi nel vano ascensore di una nuova costruzione dove stava compiendo dei rilievi. Le sue condizioni si erano aggravate e sono state inutili le cure dei sanitari per la donna che aveva già disposto che i suoi organi fossero espiantati. La disgrazia, venerdì scorso ad Asti nei magazzini ‘Unieuro‘ di corso Alessandria. La Risso, dipendente dello studio di architettura ‘Sedarc‘ era intenta a compiere rilievi sui tetti di una nuova costruzione ed è precipitata nel vano ascensore da un’altezza di almeno cinque metri. Soccorsa dai compagni di lavoro con l’elicottero del 118 era stata portata nel reparto rianimazione dell’ospedale di Alessandria. La donna, ma i particolari dell’accaduto devono ancora essere ricostruiti completamente, avrebbe messo i piedi su di un leggero strato di cartongesso che copriva sia il vano ascensore che il vano scale.

5 LUGLIO

VENEZIA – Un autotrasportatore è morto a Noale (Venezia) schiacciato da alcune lastre di cemento armato crollate come un gigantesco domino dopo che la forca di un muletto ne aveva urtata una. La vittima, Alessandro Valotto, 59 anni di Mirano (Venezia) era all’interno dell’azienda Trevisan specializzata in movimentazione container e stava attendendo che venisse caricato il suo automezzo. Da quanto si è appreso un carrello elevatore avrebbe urtato una colonna prefabbricata che sostenvea l’architrave dell’ingresso di un capannone: cadendo la colonna avrebbe trascinato nel crollo altre lastre che si sarebbero abbattute sull’uomo. I vigili del fuoco di Mestre hanno impiegato diverse ore per sollevare le lastre di cemento armato e recuperare il corpo della vittima. Illeso il conducente del muletto ricoverato all’ospedale sotto choc. Le indagini sono coordinate dal pm Michele Michelozzi che ha disposto il sequestro dei mezzi e del capannone.

BERGAMO – Un operaio bergamasco di 58 anni, dipendente dell’Enel, è ricoverato in gravi condizioni con ustioni di secondo grado su gran parte del corpo, dopo essere stato colpito da una scarica elettrica. L’incidente sul lavoro è avvenuto intorno alle 14 a Riva di Solto (Bergamo). L’uomo, che vive a Villa d’Ogna (Bergamo), stava lavorando sui cavi dell’alta tensione per la manutenzione di una centralina elettrica, quando è rimasto folgorato. Ad avvertire i soccorsi è stato un collega che al momento dell’incidente era insieme alla vittima. Il 58enne ha riportato ustioni soprattutto al viso e alle braccia, e ora è ricoverato in prognosi riservata.

SANT’ANGELO IN VADO (PESARO URBINO) – Un agricoltore di 48 anni è rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro avvenuto a Sant’Angelo in Vado (Pesaro Urbino). Alla guida di un trattore, l’uomo stava trasportando un carro carico di rotoballe di fieno, che ad un certo punto sembra stesse per rovesciarsi. L’uomo è sceso per controllare il rimorchio, ed è rimasto con un braccio incastrato nel mezzo agricolo. Soccorso dai vigili del fuoco, è stato trasportato in eliambulanza nell’ospedale di Ancona, con un codice di gravità ‘3′.

PISA – Un operaio di 58 anni è morto mentre lavorava a una linea elettrica, in località Santa Colomba, nel comune di Bientina (Pisa). La vittima si chiamava Salvatore Vita, originario della provincia di Agrigento ma residente da anni a Crespina, nel Pisano. Secondo quanto ricostruito l’incidente mortale sul lavoro è avvenuto poco dopo le 9. L’operaio era a 4 metri di altezza, e solo grazie all’imbracatura di sicurezza non è caduto nel vuoto. Il pm di turno ha predisposto l’autopsia sulla salma per appurare se il 58enne sia morto folgorato dalla linea elettrica, o se sia rimasto vittima di un malore. Salvatore Vita lavorava per una ditta, l’L. G. Costruzioni, che ha un appalto per Enel. Sul posto sono intervenuti i medici del 118 e i carabinieri.

LIVORNO – Un anziano è morto schiacciato da un trattore a Collemezzano nel comune di Cecina (Livorno). L’uomo, un pensionato di 69 anni, era al lavoro in un appezzamento di terreno di sua proprietà. Secondo una prima ricostruzione l’uomo sarebbe caduto a causa della pendenza del terreno e successivamente sarebbe stato travolto dal mezzo. A dare l’allarme è stata la famiglia del pensionato.

PESCARA – Vincenzo Granchelli, 71 anni, di Civitella Casanova (Pescara) è morto schiacciato dal suo trattore. L’uomo si stava dirigendo sul un terreno di sua proprietà per alcuni lavori. All’improvviso il mezzo si è ribaltato probabilmente a causa di un avallamento del terreno. L’uomo è stato sbalzato a terra ed è finito sotto il pesante mezzo. Inutili sono stati si soccorsi prestati al 71enne, quando sono arrivati gli uomini del 118 non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Fonte: nomortilavoro

I MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO CALANO DEL 7%. MA GIUGNO E’ STATO TRAGICO PER AGRICOLTORI E EDILI.

venerdì 2 luglio 2010

I morti per infortuni sul lavoro sono stati dall’inizio dell’anno al 30 giugno 2010 265 contro i 283 dello stesso periodo del 2009. Assistiamo quindi ad un calo del 7 % . I morti in agricoltura sono stati 79 contro gli 85 del 2009. Nel mese di giugno del 2010 sono stati però 29 contro i 17 di giugno 2009. Assistiamo ad un terribile aumento del 38%. Purtroppo all’inizio del mese avevo previsto questa carneficina, l’ho scritto nel blog e tempestato di mail giornalisti, politici, giornali ecc. Bastava guardare le tabelle excel del 2009 (mandate a tantissimi che non si sono neppure degnati di guardarle) e l’andamento climatico d’aprile e maggio 2010: a causa del maltempo erano stati rimandati i lavori all’aperto. I nostri agricoltori, come gli edili, muoiono nell’indifferenza generale, schiacciati dal vecchio trattore che guidano in età avanzata. L’ex ministro dell’Agricoltura Zaia, sempre presente quando c’erano da inaugurare sagre e mostrarsi in televisione non ha fatto niente per ridurre queste morti così poco mediatiche. Ci aspettiamo dal nuovo Ministro dell’Agricoltura Galan una maggiore attenzione verso questo triste fenomeno che vede morire i nostri padri e i nostri fratelli.
Per quanto riguarda gli edili i morti sono stati 73 dall’inizio dell’anno fino al 30 giugno del 2010 contro gli 83 dello stesso periodo del 2009. Nel mese di giugno 2010 sono stati 19 contro i 14 di giugno 2009. Anche per questa bistrattata categoria, formata sopprattutto da merdionali e stranieri, vale lo stesso discorso degli agricoltori: dai dati raccolti era possibile capire che ci sarebbe stato un giugno tragico anche per questa categoria che aveva rimandato i lavori all’aperto.

CARI NAVIGATORI CHE VISITATE IL BLOG IN DIVERSI CENTINAIA AL GIORNO, CERCATE, ALMENO VOI, DI SENSIBILIZZARE I VOSTRI CONOSCENTI CHE LAVORANO IN EDILIZIA E IN AGRICOLTURA. DITE LORO CHE GIUDARE UN TRATTORE IN TARDA ETA’ E LAVORARE IN EDILIZIA SONO I MESTIERI PIU’ PERICOLOSI.

Fonte: www.cadutisullavoro.blogspot.com

Analisi degli “infortuni significativi”

mercoledì 23 giugno 2010

Pubblichiamo questi interessanti documenti forniti dalla USLL 5  OVEST VICENTINO contenente indicazioni operative per gli adempimentia carico del Datore di Lavoro (DdL) previsti dall’art 29 comma 3 D.Leg.vo 81/2008 in occasione di infortuni significativi.

ULSS5_Vicenza_indagine_infortunio

ULSS5_Vicenza_indicazioni_indagine_infortunio

 

Latina, due operai uccisi dal crollo di una gru

sabato 12 giugno 2010

Ancora morti sul lavoro: due operai, Renzo Di Biase, 50 anni, e Luigi Ruggeri, 55, sono rimasti schiacciati dal crollo di una gru in un cantiere a Itri, in provincia di Latina. L’incidente è avvenuto nel pomeriggio, intorno alle 17, in un cantiere edile di una ditta che lavorava alla ristrutturazione di un palazzo, nel centro della cittadina pontina. Secondo una prima ricostruzione i due operai si trovavano sul cestello mobile di una gru e stavano lavorando al rifacimento della facciata dell’edificio quando, per cause ancora in corso di accertamento, il cestello si è staccato precipitando a terra e schiacciando i due uomini che sono morti sul colpo. Sul luogo dell’incidente sono intervenute le forze dell’ ordine, insieme ai vigili del fuoco di Latina e Terracina ed alle ambulanze del 118. L’area è stata transennata.

Momenti di tensione da parte di alcuni parenti giunti sul posto dopo aver appreso del tragico infortunio. Il cantiere è stato attualmente sequestrato per consentire i rilievi e la ricostruzione della dinamica. Sempre oggi, nel Pontino, a Formia, un operaio di 55 anni è rimasto gravemente ferito dopo essere caduto da circa 7 metri, in un cantiere. L’uomo è stato trasportato in codice rosso in ospedale. Il 3 marzo scorso simile sorte dei due operai morti oggi era toccata a un operaio schiacciato da un escavatore mentre stava lavorando in un cantiere stradale per la messa in sicurezza della Pontina, a Latina. L’uomo era stato travolto dal mezzo che stava facendo retromarcia. Nell’aprile scorso, invece, un uomo di 74 anni, Alfredo Cannavale, era morto dopo essere caduto da un’impalcatura in un cantiere edile di Formia. L’uomo, titolare della ditta che stava eseguendo dei lavori edili in un palazzo.

11 giugno 2010
Fonte: L’unità

Esplosione in una cisterna: a Brindisi un morto e quattro feriti

venerdì 11 giugno 2010

10 giugno 2010. Incidente nello stabilimento della multinazionale Sanofi Aventis. Lo scoppio all’interno di un serbatoio contenente dei solventi potrebbe essere stata provocata dall’alta temperatura durante un intervento di saldatura. Esclusa la possibilità di rischi ambientali

BRINDISI – Un morto e quattro ustionati, uno dei quali in gravi condizioni. Questo il bilancio dello scoppio in un serbatoio della multinazionale farmaceutica Sanofi Aventis, presso la zona industriale di Brindisi, verificatosi oggi, poco dopo le 14. Gli operai, secondo le prime ricostruzioni, erano impegnati in operazioni di saldatura all’interno della cisterna contenente acqua e cloroformio. Per Cosimo Manfreda, 45 anni, non c’è stato nulla da fare. L’uomo era dipendente della Cof & C., ditta esterna incaricata dell’intervento di manutenzione, così come altri tre feriti, Antonio Colella, Gianfranco Branca e Antonio Mangione. E’ impiegato, invece, nella Sanofi Aventis con la qualifica di capoturno di servizio Giancarlo Guidotti, di 58 anni, il quarto uomo coinvolto nella deflagrazione.

Secondo notizie ancora non confermate, la cisterna sarebbe andata in pressione forse a causa dell’alta temperatura, causando l’esplosione dei solventi che ha investito i cinque operai. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, carabinieri, polizia e funzionari dell’Arpa (questi ultimi per accertare l’eventuale emissione di sostanze nocive). “Allo stato l’incendio è stato estinto”, afferma l’assessore regionale pugliese alla Protezione civile, Fabiano Amati, “non risulta alcuna nube tossica e si sta procedendo a verificare la probabile contaminazione del suolo da parte dell’Agenzia regionale per l’ambiente”.

La possibilità di rischi ambientali è stata esclusa anche dal vicesindaco di Brindisi, Mauro D’Attis, sulla base delle informazioni ricevute dai vigili del fuoco. “Ho ricevuto assicurazioni precise da parte del Comando provinciale circa la totale assenza di effetti inquinanti in atmosfera, sia in città che all’interno dello stabilimento Aventis”, ha affermato a seguito di un sopralluogo sul luogo dell’incidente. Un’ulteriore ispezione presso la struttura è stato compiuta anche dal sostituto procuratore della Repubblica di Brindisi, Pierpaolo Montinaro.

Lo stabilimento Sanofi-Aventis produce diversi principi attivi farmaceutici, in particolare nel settore dell’antibiotico-terapia. Sorge su di un’area di circa 150mila metri quadrati ed è diventato progressivamente un centro multidisciplinare di biotecnologie, dedicato non solo alla produzione di principi attivi farmaceutici ma anche allo sviluppo di nuove molecole farmacologicamente attive e dei relativi processi. Dispone di tre impianti chimici (di cui uno completamente automatizzato), un impianto per il recupero di solventi, un ossidatore termico e cinque laboratori biotecnologici multidisciplinari, in aggiunta a un impianto pilota di fermentazione e a quello industriale. Lo stabilimento ha circa 200 collaboratori e nel 2009 ha prodotto un fatturato di 50,5 milioni di euro producendo 113,5 tonnellate di principi attivi.

Fonte: Inail

Dati del primo trimestre 2010 sugli infortuni sul lavoro in Italia

venerdì 16 aprile 2010

Pubblichiamo i dati del primo trimestre 2010 sugli infortuni sul lavoro in Italia redatti dall’Osservatorio sugli infortuni sul lavoro Vega Engineering.

Statistiche_Osservatorio_infortuni_Vega_Engineering

Incidente sul lavoro: a Fontanafredda operaio muore cadendo da 10 metri

venerdì 29 gennaio 2010

FONTANAFREDDA (PORDENONE),  – Un operaio di 41 anni di Conegliano (Treviso) è morto precipitando da un’altezza di circa dieci metri alla Casagrande di Fontanafredda (Pordenone). L’incidente è avvenuto poco prima delle 12. Da quanto si è appreso, l’uomo – dipendente di una ditta esterna che stava effettuando delle manutenzioni – si trovava sul tetto quando è caduto – nonostante indossasse le imbragature – morendo sul colpo. Inutile è stato l’arrivo dell’elisoccorso da Udine. I Carabinieri della locale stazione e dei funzionari dell’Azienda sanitaria che si occupano di sicurezza sul lavoro hanno avviato indagini.

Fonte: ANSA

Incidente sul lavoro in provincia di Udine

mercoledì 20 gennaio 2010

UDINE, 18 GEN – Incidente sul lavoro a Rodda Alta nel Comune di Pulfero (Udine). Un 63enne e’ morto cadendo da un dirupo mentre raccoglieva legna nel bosco. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i sanitari del 118, allertati dalla moglie, che accompagnava la vittima. Secondo la ricostruzione fornita dai militari, l’uomo e’ scivolato accidentalmente mentre stava tagliando un albero su un costone scosceso. E’ precipitato e ha battuto violentemente il capo sulle rocce sottostanti, morendo all’istante.

Fonte: Ansa.it

Infortuni sul lavoro: la regione più virtuosa è il Friuli Venezia Giulia

mercoledì 11 novembre 2009

È il Friuli Venezia Giulia la regione più virtuosa d’Italia in materia di infortuni sul lavoro, superando di oltre tre punti percentuali la media italiana. Infatti, se a livello nazionale le denunce registrano un calo del 4,1%, in territorio friulano-giuliano il decremento è del 7,6%. Nel 2008 sono stati 25.929 gli infortuni e 25 i casi mortali. Nonostante questo, la regione risulta al terzo posto per l’indice di frequenza infortunistica, dopo l’Umbria e l’Emilia Romagna. Si tratta comunque di un miglioramento, poiché l’anno precedente era al secondo posto. Questo è quanto emerge dal Rapporto annuale regionale 2008 dell’INAIL, presentato oggi all’Auditorium del Civico Museo Revoltella di Trieste. “Il dato del -7,6% è importante”, commenta il direttore regionale dell’INAIL, Antonio Traficante, “ma sia le cifre assolute sia le dinamiche delle malattie professionali ci impongono un ulteriore sforzo di prevenzione. Il dato del 2008, inoltre, si riferisce a una situazione economica che era solo sfiorata dalla crisi che stiamo vivendo: il nostro compito oggi è di impedire che i problemi congiunturali ci spingano a fare passi indietro sulla sicurezza”.

Infortuni. Nel 2008 sono stati 25.929 gli incidenti lavorativi denunciati, contro i 28.051 dell’anno precedente: sono quindi 2.122 gli infortuni in meno (-7,6%).

Province. Tutte le province della regione presentano una consistente diminuzione degli incidenti, ma il territorio più virtuoso risulta essere quello di Pordenone, che registra un calo del 10,1% rispetto all’anno precedente (meno 782 casi). A Udine il decremento è stato del 6,8%, con 750 casi in meno, a Trieste è invece il calo è stato del 5,7% (-297 casi) e a Gorizia del 7,3% (-293 casi).

Attività produttive. L’analisi delle denunce di infortunio indica che la maggior parte di esse ha riguardato il settore dell’industria, che registra 24.272 incidenti. Rispetto all’anno precedente il calo è stato però significativo, toccando quota – 8,9%. Sono stati invece 941 gli infortuni in agricoltura (- 8,9% rispetto al 2007), mentre altri 716 hanno interessato dipendenti statali.

Settori a rischio I settori più a rischio sono quelli dell’industria di fabbricazione dei mezzi di trasporto, dell’industria dei metalli e delle costruzioni. In particolare, il settore dove si concentra il maggior numero dei casi è quello delle industrie manifatturiere: 25,3% del totale regionale con 6.572 denunce, distribuite perlopiù nelle province di Udine e Pordenone (38,7% e 33,6%). Ma questo è anche il settore che registra nel 2008 il maggior calo infortunistico: con 1.358 casi in meno, tocca il -17,1%. Il settore delle costruzioni da solo rappresenta il 9% del totale degli infortuni, con 2.337 casi (-14,3%, 390 casi in meno).

Luoghi a rischio. L’11,6% degli infortuni – per un totale di 3.016 casi – avviene lungo le strade della regione e l’incidenza sale al 56% se si tratta di infortuni mortali. Si conferma importante, dunque, il “rischio strada”: il 3,2% degli infortuni accade infatti durante la circolazione stradale e interessa lavoratori quali autotrasportatori, commessi viaggiatori, addetti alla manutenzione. Il 2008 registra comunque un calo pari al 23,7% (255 casi in meno). Più consistente il contributo al dato infortunistico da parte degli incidenti “in itinere”, occorsi nel tragitto casa-lavoro, che incidono per una quota dell’8,5% sul totale degli infortuni. Anche qui va però registrato un calo, che tocca il 10,9%. Rispetto al territorio, gli incidenti si verificano in misura maggiore nella provincia di Udine (40,3%) e di Pordenone (25,3%).

Casi mortali: Dei 25 casi mortali registrati nel 2008 (2 in meno del 2007), solo 11 sono avvenuti in ambiente di lavoro ordinario (cioè in fabbrica o nei cantieri), mentre 14 sono collegati al “rischio strada”. Di questi, la metà hanno interessato persone che lavorano lungo la strada e altrettanti sono avvenuti “in itinere”. Guardando ai settori, 9 decessi sono avvenuti nell’ambito dell’industria, 7 in quello dei servizi, nessuno in agricoltura e nella gestione dei dipendenti conto Stato. I decessi femminili scendono dai 4 del 2007 ai 2 del 2008 (di cui uno in itinere). Tre sono stati i lavoratori stranieri morti.

Stranieri: Sono 6.328 gli infortuni occorsi a lavoratori stranieri nel 2008 (-2,22% rispetto al 2007, 143 casi in meno), che rappresentano il 24,4% del totale. Il dato sale in particolare nella provincia di Pordenone, dove i 2.080 casi denunciati rappresentano il 29,8% del totale. In termini assoluti, la provincia con il maggior numero di infortuni è quella di Udine (2.393 denunce, 37,8%). Quasi la metà degli infortunati stranieri provengono dall’Est Europa (27,6% da Romania, Albania, Polonia, Ucraina e Moldavia e 20,3% da ex Jugoslavia, Croazia e Bosnia-Erzegovina).

Malattie professionali: Nel 2008 sono state denunciate 1.180 malattie professionali, contro le 1.206 dell’anno precedente (+26 denunce). Un dato significativo: l’incidenza percentuale della regione sul totale delle malattie denunciate in Italia è particolarmente elevata, con 1.178 su 29.704 denunce: il 3,94% rispetto alla popolazione attiva regionale che è del il 2,17%. L’Inail rileva anche che per alcune tipologie di malattia professionale, in particolare i tumori, vi è una notevole incidenza sul totale dei casi denunciati in Italia (102 su 1.741, il 5,86%).

Nel dettaglio, le malattie professionali non tabellate sono state denunciate in 738 casi, mentre quelle tabellate in 194 casi. Si registra un aumento delle patologie dell’apparato muscolo scheletrico (le malattie “da postura”), con 346 casi in regione nel 2008: quasi il 47% delle malattie non tabellate. Si conferma anche l’importante incidenza della patologie amianto-correlate. “Non risulta sorprendente – si spiega poi dall’Inail – il basso riscontro di casi di asbestosi (18 casi in regione, 556 a livello nazionale), assolutamente spropositato verso il basso in rapporto, ad esempio, alle patologie neoplastiche correlate all’amianto (80 casi in regione, 849 a livello nazionale, il 9,42%) a fronte del grande numero di soggetti sicuramente esposti”.

Prevenzione: I dati relativi alla prevenzione parlano di oltre 800 mila euro di finanziamenti alle imprese per sostenere la sicurezza nei luoghi di lavoro, 1.150 studenti e lavoratori del settore scuola formati, 25 i percorsi formativi avviati, di 40 ore ciascuno, per 500 allievi delle superiori di tutta la regione.

 

Fonte: Inail