I FATTORI DI RISCHIO E LA NORMATIVA PER LA SICUREZZA DELLE SCALE PORTATILI

Pubblicato il 6 febbraio 2012

Le scale portatili costituiscono un prodotto largamente impiegato sia sui luoghi di lavoro che in ambiente domestico. Sono utilizzate per la loro facile reperibilità e per la loro apparente versatilità in relazione a un modo istintivo di usarle
che si rivela essere poi pericoloso.

Pertanto, al fine di ridurre i rischi, è opportuno intervenire sul prodotto in fase progettuale e sulle istruzioni per l’uso in fase di utilizzo.

Ambedue le fasi sono significative, in quanto, se con la formazione disposta dal D.Lgs. n. 81/2008 è possibile limitare i comportamenti pericolosi del lavoratore, in ambiente casalingo, dove l’informazione è presa poco in considerazione dall’utente, la riduzione del rischio è determinata principalmente dalla immissione sul mercato di un prodotto che abbia caratteristiche intrinseche capaci di ridurre il più possibile il rischio di infortunio, specialmente connesso a un uso improprio prevedibile.

AS-2011-12-042 Cortis Scale

INAIL – Agenti biologici: conoscerli per evitarne il rischio

Pubblicato il 5 febbraio 2012

Agenti biologici: conoscerli per evitarne i pericoli. Nel canale tematico “Conoscere il rischio” del portale dell’INAIL la Contarp (Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione) ha aperto una nuova sezione dedicata al rischio da agenti biologici. L’obiettivo: comunicare – con finalità di prevenzione – i pericoli legati alla presenza di questi microorganismi capaci di provocare all’uomo infezioni, allergie e intossicazioni nei luoghi di lavoro.

Un problema spesso sottostimato. Tranne poche eccezioni legate ad alcune attività professionali, il rischio da agenti biologici è spesso sottostimato. Eppure, questo è trasversale e presente sia in attività in cui è “tradizionalmente” riconosciuto – ambienti sanitari, laboratori di diagnosi e ricerca, settore dei rifiuti, allevamenti animali -, sia in ambienti come uffici, scuole, mezzi di trasporto, centri estetici e sportivi, ai quali si è rivolta un’attenzione particolare solo in tempi più recenti. Non esiste, in definitiva, un ambiente di lavoro in cui tale rischio possa essere totalmente ignorato.

Online guide tecniche, manuali e schede. Partendo da pagine introduttive di carattere informativo rivolte a tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla tematica, la sezione del portale realizzata dalla Contarp offre, così, all’utente strumenti utili – quali guide tecniche, manuali, schede e fogli informativi – per gli approfondimenti specifici ai fini della gestione del rischio: caratteristiche e proprietà degli agenti biologici (virus, batteri, funghi, endoparassiti, allergeni), monitoraggio ambientale, valutazione del rischio in specifici luoghi di lavoro, problematiche legate agli impianti aeraulici, riferimenti legislativi e normativi.

Approfondite numerose attività lavorative. Viene approfondita, inoltre, la presenza di agenti biologici in attività lavorative molto diverse tra loro, spaziando dalle strutture sanitarie agli impianti di trattamento dei rifiuti, passando per ambienti indoor come uffici e scuole, proprio a testimoniare come nessun datore di lavoro, così come ribadito nel Testo unico sulla sicurezza (dlgs. 81/08 e successive modifiche e integrazioni), può esimersi dalla valutazione di tutti i rischi, compreso quello da agenti biologici. Dunque, una sezione dedicata alla conoscenza del rischio biologico, per promuovere una maggiore consapevolezza e realizzare una prevenzione più efficace.

Fonte: inail.it

ALCOL E LAVORO? NON SEI SICURO!

Pubblicato il 4 febbraio 2012

ALCOL e LAVORO ? NON SEI SICURO !

Pubblicazione realizzata dalla REGIONE LAZIO – ASSESSORATO ALLA SALUTE
DIREZIONE REGIONALE ASSETTO ISTITUZIONALE PREVENZIONE E ASSISTENZA TERRITORIALE

La promozione della salute nei luohi di lavoro trova all’interno del D.Lgs 81/08 una specifica valorizzazione ed indicazioni per il suo sviluppo e per la corretta ed adeguata gestione dei rischi per la salute.
La Regione Lazio da diversi anni realizza, anche attraverso finanziamenti ad hoc, programmi ed attività volti, da un lato, ad impèlementare una rete di soggetti operanti in tale ambito, dall’altro di realizzare e promuovere metodologie e strumenti attuativi nei vari contesti di rischio.

In particolare l’opuscolo ALCOL e LAVORO ? NON SEI SICURO ! intende dare risposte ad una serie di domande che interessano l’insieme delle figure della prevenzione in ambito aziendale, in materia di rispetto del divieto di somministrazione e assunzione di bevande alcoliche sul lavoro, previsto dalla L. 125/2001, per quelle mansioni ad elevato rischio per la sicurezza dei lavoratori e l’incolumità di terzi, indicate nell’elenco allegato all’Intesa della Conferenza Stato-Regioni del 16 marzo 2006.

Alcol Lavoro Lazio


Nesletter 1/2012 “Sicurezza e Prevenzione”

Pubblicato il 3 febbraio 2012

E’ on line come di consueto la newsletter del mese di gennaio “Sicurezza e prevenzione” che il Ministero del Lavoro realizza in collaborazione con la redazione Radio Cor del Sole 24 Ore.

In apertura un aggiornamento sulle ultime iniziative promozionali, anche di tipo finanziario, indirizzate ad un innalzamento sempre più concreto dei livelli di tutela degli ambienti di lavoro.

Seguono due interessanti iniziative promosse dall’Inail: un bando che stanzia 205 milioni di euro per incentivare le imprese a realizzare interventi volti ad un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori e la nuova campagna per l’assicurazione degli infortuni domestici.

Newsletter n. 1/2012

Terza Relazione Intermedia sul fenomeno degli infortuni sul lavoro

Pubblicato il 2 febbraio 2012

La Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette “morti bianche”, istituita con deliberazione del Senato del 24 giugno 2008, ha approvato all’unanimità, nella seduta del 17 gennaio 2012, la Terza relazione Intermedia sull’attività svolta dalla medesima Commissione.

vai al documento (formato .pdf 1 Mb)

Fonte:        http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/SicurezzaLavoro/PrimoPiano/20120201_Terza_Relazione_Intermedia_infortunilavoro.htm

Infortuni nel mese di Gennaio 2012

Pubblicato il 2 febbraio 2012

30 GENNAIO

VICENZA – Un uomo di 56 anni, Antonio Trentin, residente ad Arcugnano (Vicenza), pensionato, è morto dopo essere caduto mentre stava potando un albero nel terreno di proprietà di un artigiano. L’ uomo, che pare stesse usando una scala, è precipitando al suolo da un’altezza di circa tre metri. Indagini sono in corso da parte del personale dello Spisal dell’Usl di Vicenza intervenuto assieme ai carabinieri della stazione di Brendola (Vicenza).

PONTE A EGOLA (PISA) – È un uomo di 30 anni, il lavoratore ustionatosi all’interno della conceria Blutonic di Ponte a Egola, nel Comune di San Miniato (Pisa), azienda partecipata da Gucci e che produce articoli in pelle per il famoso marchio della moda. Secondo dirigenti dell’Asl 5 di Empoli, l’incidente sarebbe avvenuto alle 11.20, ma la chiamata al 118 sarebbe arrivata alle 12. Stando alla ricostruzione fornita dai tecnici della medicina del lavoro dell’Asl, l’uomo, un italiano che abita a Empoli, si trovava nelle vicinanze della tubazione di un macchinario dove scorre acido solforico. La rottura improvvisa del tubo avrebbe provocato la fuoriuscita della sostanza procurando all’uomo ustioni sul viso e su alcune parti del corpo guaribili in 25 giorni. Il 30enne è un dipendente di una ditta di Empoli che si occupa d’impiantistica per concerie e impianti di depurazione e che, al momento dell’incidente, si trovava all’interno della concerie per effettuare interventi su alcuni macchinari.

28 GENNAIO

BOLOGNA – Un operaio di 50 anni R.T. della provincia di Viterbo è rimasto seriamente ferito in un incidente sul lavoro, avvenuto nel pomeriggio in uno dei cantieri della Variante di Valico all’A/1 appenninica, nel territorio di Castiglione dei Pepoli, sulla montagna bolognese. Dalle prime informazioni, l’uomo avrebbe riportato alcune gravi fratture dopo uno schiacciamento, mentre lavorava all’interno della galleria Sparvo. Soccorso con l’elicottero del 118, è stato trasportato all’ospedale Maggiore di Bologna, dove è stato ricoverato in rianimazione. Per i rilievi sono intervenuti carabinieri e tecnici dell’Ausl.

ASSISI (PERUGIA) – Un uomo di 66 anni è rimasto gravemente ferito oggi pomeriggio in seguito al ribaltamento del trattore che stava guidando. L’incidente è avvenuto a Rivotorto di Assisi, poco dopo le 16. L’uomo è stato trasportato all’ospedale da un’ambulanza del 118. Secondo quanto riferito da fonti mediche, sarebbe in condizioni molto gravi.
27 GENNAIO

ANCONA – Un agricoltore ottentanne di Pianello Vallesina si trova in prognosi riservata nell’Ospedale di Torrette di Ancona in seguito alla caduta dal tetto di una stalla di pertinenza della sua casa colonica. L’uomo – A.M. – era salito sul tetto per riparare una tegola, ma a un certo punto ha perso l’equilibrio precipitando al suolo da tre metri, e battendo violentemente il capo. L’allarme è stato dato dai parenti, e l’uomo è stato soccorso dal personale del 118 e trasportato in eliambulanza nel nosocomio anconetano. Sul posto, i carabinieri di Jesi (Ancona).

LIVORNO – Un operaio di 49 anni è morto a Marciana, all’isola d’Elba, dopo essere rimasto schiacciato da un mini-escavatore. L’uomo, Filippo Francolini, residente a Marciana, aveva appena finito il turno di lavoro. L’incidente è avvenuto intorno alle 18 lungo la discesa del santuario della Madonna del Monte, il più antico dell’isola che si trova sul monte Giove, a circa 600 metri sul livello del mare. Secondo una prima ricostruzione l’operaio stava tornando a bordo del ‘bobcat’ sulla strada principale e per cause ancora da definire il mezzo si è ribaltato: l’operaio è rimasto schiacciato. Sul posto è intervenuto personale del 118 a bordo di mezzi dei vigili del fuoco, poichè la strada è particolarmente scoscesa.

CARRARA (MASSA CARRARA) – Un marmista di 55 anni è rimasto ferito in un laboratario di Melara, alla periferia di Carrara. L’operaio stava utilizzando un flessibile che gli è sfuggito dalle mani e lo ha colpito all’addome. L’uomo è stato soccorso dal 118 e trasportato in gravi condizioni all’ospedale di Carrara. Non sarebbe in pericolo di vita. Indagini da parte di carabinieri ed Asl di Massa Carrara.

IVREA (TORINO) – L’operaio Alessandro Paglia, di 31 anni, di San Giorgio Canavese (Torino) è morto in un incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere edile di Baldissero Canavese (Torino). Paglia – secondo i primi accertamenti dei Carabinieri – è caduto per cause imprecisate da un’altezza di circa dieci metri mentre lavorava alla ristrutturazione di un ristorante. Soccorso dai compagni di lavoto, è stato trasportato in elicottero al Cto di Torino dove è morto alcune ore dopo il ricovero.

26 GENNAIO

AREZZO – Un operaio aretino di 62 anni si è gravemente ustionato mentre stava lavorando all’interno dell’azienda orafa di via Setteponti ad Arezzo di cui è dipendente. L’infortunio è accaduto intorno alle 17. L’uomo stava maneggiando alcuni acidi utilizzati per la lavorazione dell’oro quando un flacone gli si è rovesciato addosso. L’operaio è stato subito soccorso da un’ambulanza del 118 e trasportato all’ospedale San Donato di Arezzo dove è tutt’ora ricoverato con ustioni sul trenta per cento del corpo. Non è stato possibile trasferirlo al centro grandi ustionati di Pisa per mancanza di posti, con ogni probabilità nella tarda serata sarà trasportato a Padova con l’elicottero Pegaso. Se dalla città veneta non arriverà il permesso per l’atterraggio notturno, il trasferimento verrà effettuato con un’ambulanza del 118.

PERUGIA – Sono in corso accertamenti da parte della polizia sulla morte di un uomo di 73 anni avvenuta la scorsa notte all’ospedale di Perugia, dopo un ricovero di un paio di giorni: l’ipotesi degli inquirenti è che possa essersi trattato di un infortunio sul lavoro precedentemente non segnalato, avvenuto in un cantiere di Cenerente. L’uomo era stato prelevato martedì scorso, nel pomeriggio, in un’abitazione privata (che non era la sua residenza) ed era stato accompagnato all’ospedale, già in condizioni piuttosto critiche, in seguito a quello che in un primo momento era apparso come un semplice infortunio. Da questa mattina, tuttavia, l’ufficio di polizia presso l’ospedale sta indagando, in particolare sulla circostanza della presenza di un cantiere nell’abitazione in cui è avvenuto l’incidente. L’ipotesi è che l’uomo, quando si è infortunato, stesse lavorando proprio in quel cantiere. La polizia ha quindi informato l’autorità giudiziaria per gli accertamenti ed in particolare per ricostruire a posteriori l’intera vicenda ed individuare eventuali responsabilità penali.

AREZZO – Intorno alle 10 a Marciano della Chiana, in località Badicorte un 42enne residente a Monte San Savino, per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri, è rimasto schiacciato dal cancello scorrevole della recinzione dell’azienda presso la quale lavora. L’uomo è stato soccorso da un’ambulanza del 118 e trasportato con l’elicottero Pegaso al Policlinico le Scotte di Siena in codice rosso a causa di un trauma spinale e difficoltà motoria agli arti inferiori. Contemporaneamente a Porrena, nel comune di Poppi, un operaio 64enne residente nella zona, è scivolato sul ghiaccio nell’impianto di autolavaggio per il quale lavora, riportando un grave trauma cranico. Anche in questo caso, dopo un primo soccorso da parte del 118, il ferito è stato trasferito con il Pegaso a Siena dove è arrivato perfettamente cosciente. Le indagini sono affidate ai carabinieri.

24 GENNAIO

MILANO – Un operaio di 48 anni, Mario Lamera, è morto precipitando dal ponteggio di un palazzo in ristrutturazione a Nerviano (Milano). L’uomo, residente a Romano di Lombardia (Bergamo), oggi era al lavoro assieme ad alcuni colleghi nel cantiere in via Ferrari quando, per cause ancora al vaglio delle forze dell’ordine, ha perso l’equilibrio e si schiantato al suolo da un’altezza di circa 15 metri. Sul posto è intervenuto il personale del 118, allertato dai colleghi, ma l’operaio è morto prima del trasporto in ospedale. La dinamica dell’incidente è al vaglio della polizia locale di Nerviano e dell’Asl di Milano, che sta valutando il rispetto delle norme di sicurezza nel cantiere dell’impresa edile per la quale lavorava la vittima.

GENOVA – Era impegnato in lavori di coibentazione, a bordo della nave Oceania in costruzione, l’operaio ferito nello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente. L’uomo, originario del Bangladesh di 34 anni, è caduto dal trabattello sul quale si trovava, ad un’altezza di circa 2 metri, «forse a causa – precisa l’azienda – di un movimento improprio». Al momento dell’incidente, aggiunge l’azienda navale, l’uomo – dipendente di una ditta esterna – «indossava regolarmente le protezioni prescritte dalle vigenti normative». Soccorso da personale Fincantieri, che ha allertato le autorità competenti, ha perso i sensi per alcuni minuti ed è ora in osservazione in ospedale.

23 GENNAIO

BERGAMOPrimo infortunio mortale sui cantieri della nuova autostrada Brebemi. Attorno alle 13, nel grande cantiere di Calcio, Sherbet Bashmeta, operaio di 48 anni, albanese che viveva a Chiari, è morto a causa di una grave ferita. L’infortunio è accaduto in località “Cantarana di Sopra” ovvero all’interno del cantiere bergamasco a ridosso del fiume Oglio. L’operaio, in regola con il permesso di soggiorno e a livello contrattuale, stava lavorando con alcuni colleghi quando è stato colpito dal pezzo d’acciaio di un cassero che stava spostando con una gru. Il pezzo metallico doveva essere posizionato a fianco di uno scavo, ma la manovra non è riuscita per cause che vanno ancora accertate. Il pezzo d’acciaio ha colpito l’operaio, che indossava da quanto risulta il caschetto obbligatorio per il cantiere, che però non è servito. Sul posto il 118, con l’eliambulanza decollata da Bergamo, ma i soccorsi sono stati vani. Intervenuti anche i carabinieri e i tecnici dell’Asl, che hanno avviato i rilievi dell’infortunio.

21 GENNAIO

ROMAVersa in gravissime condizioni l’operaio caduto da un carrello posto presso una piattaforma a circa quattro-cinque metri da terra all’interno dell’aeroporto di Fiumicino. Al momento dell’incidente, verificatosi intorno alle 19.30, l’uomo, 32 anni, romano, dipendente di una compagnia aerea, era impegnato in alcune operazioni di carico e scarico a ridosso di un aereo nell’area del Satellite. Immediatamente soccorso dal personale sanitario del Leonardo Da Vinci, le sue condizioni sono apparse subito molto serie tanto da essere portato d’urgenza all’ospedale San Camillo di Roma dove ora si trova in prognosi riservata. Secondo indiscrezioni, l’operaio sarebbe in coma. L’area è stata posta sotto sequestro, come alcuni oggetti presenti sul luogo dell’incidente, tra cui la cinghia che potrebbe essersi rotta provocando la perdita d’equilibrio del tecnico causandone la caduta.

PORCIA (PORDENONE) – La vittima si chiamava Alex Santarossa, 31 anni, e abitava poco distante dal luogo dell’incidente mortale. Da quanto si è appreso, il giovane non era un dipendente della ditta di giardinaggio che stava eseguendo dei lavori di potatura in un giardino privato, tuttavia stamani collaborava con il titolare. La dinamica dell’episodio è ancora al vaglio dei Carabinieri ma pare che il giovane sia rimasto folgorato maneggiando un’asta molto lunga al culmine della quale erano state posizionate delle cesoie per il taglio dei rami più alti di una pianta. La scarica dell’alta tensione gli è stata fatale.

VITERBOUn anziano è morto dopo essere stato travolto da un trattore con cui stava lavorando. È successo a Gallese, nel viterbese. Sono in corso indagini dei carabinieri per accertare la dinamica dell’incidente.

18 GENNAIO

PORDENONE – Un operaio di 29 anni originario di Napoli, Antonio Arianiello, e’ stato travolto da una parete prefabbricata di legno del peso di oltre 600 kg nello stabilimento di produzione di Zoppola (Pordenone) della ditta Tirolhouse di Bolzano. In base alla ricostruzione fornita dei vigili del fuoco di Pordenone, intervenuti sul posto, il giovane, che risiede a Bertiolo, in provincia di Udine, stava assistendo alla movimentazione della parete, appesa con una cinghia al carrello elevatore. Per cause in corso di accertamento, la cinghia si e’ spezzata e la parete e’ crollata addosso ad Arianiello. Il giovane e’ stato subito liberato dall’operatore del carrello elevatore, che ha chiamato i soccorsi. Avrebbe subito fratture al bacino e agli arti, ma e’ anche possibile un trauma spinale.

17 GENNAIO

VENEZIA – Paolo Tardelli un operaio quarantenne e’ morto stamane sul cantiere della terza corsia dell’autostrada A4 Venezia – Trieste nel comune di Meolo in concessione a Autovie Venete. L’uomo era addetto di una azienda subappaltatrice del cantiere autostradale. Mentre lavorava ad un macchinario, uno dei tubi si e’ staccato schiacciandolo. Sono subito arrivati i soccorsi. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco di Mestre. A nulla e’ valso l’intervento dei soccorritori. Sull’incidente indaga lo Spisal.

14 GENNAIO

PESCARA – Stava lavorando lungo la statale Tiburtina al km 187,660, in territorio di Tocco da Casauria (Pescara), quando è stato colpito da un pezzo di ferro che un collega scaricava da un montacarichi, da un’altezza di venti metri. L’operaio – 56enne marchigiano dipendente della ditta Meda di Milano – ferito al volto, è stato soccorso dal 118 e trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Pescara. L’uomo indossava il casco protettivo, che però non ha evitato l’impatto. Sul luogo dell’incidente sono arrivati i Carabinieri della Compagnia di Popoli (Pescara). Gli operai della ditta milanese stavano smontando dei tralicci Enel dismessi.

13 GENNAIO

BERGAMO – La vittima è Giuseppe Tebaldi, 85 anni, titolare dell’omonima azienda, dove è accaduta la tragedia, una cava di ghiaia e granito di Zandobbio (Bergamo). Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’imprenditore era a bordo di una pala gommata quando, in fase di manovra, l’escavatore è caduto in una scarpata, precipitando per circa cinque metri. L’uomo è stato sbalzato dall’abitacolo del mezzo pesante, che gli è finito addosso, schiacciandolo. Carabinieri e tecnici dell’Asl sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

12 GENNAIO

SALERNO – Giovanni Citro, operaio edile di 56 anni, originario di Montecorvino Rovella (Salerno), è morto a San Cipriano Picentino, nel salernitano, mentre stava manovrando un autocarro gru, all’interno di un cantiere per la realizzazione di un capannone industriale. Secondo una prima ricostruzione l’uomo è stato colpito alla testa dal braccio meccanico della stessa gru. Immediatamente soccorso e trasportato all’ospedale «San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona» di Salerno. Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi. L’uomo è deceduto dopo il ricovero nel reparto di rianimazione. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione assieme al personale del Servizio di Prevenzione Infortuni sugli Ambienti di Lavoro della Asl di Salerno. La procura della repubblica presso il tribunale di Salerno ha aperto un fascicolo, disponendo l’esame autoptico del cadavere.

11 GENNAIO

MASSAFRA (TARANTO) – Un giovane di 21 anni, dipendente di una ditta di generi alimentari, con sede in Contrada ‘Rocco Palata’, a Massafra, ha riportato una grave trauma commotivo scivolando sull’asfalto ed urtando violentemente con il capo sul selciato. L’operaio è stato soccorso prima dai colleghi e successivamente dagli operatori del 118 che lo hanno trasportato all’ospedale di Castellaneta. In seguito i sanitari ne hanno disposto il trasferimento all’ospedale ‘Santissima Annunziatà di Taranto, dove è stato ricoverato con riserva di prognosi riservata. Indagini sono state avviate dai carabinieri di Massafra e dagli ispettori dell’Asl per accertare la dinamica dell’incidente e stabilire eventuali responsabilità.

FROSINONE – Un operaio della Provincia di Frosinone è stato investito da un auto mentre era impegnato in alcuni lavori di manutenzione della strada provinciale tra San Giorgio a Liri e Sant’Apollinare, nel Frusinate. L’operaio stava tagliando l’erba ai margini dell’arteria quando è stato travolto da una Ford. L’incidente si è verificato poco dopo le 10. L’uomo è rimasto ferito in modo serio ed è stato soccorso dal personale del 118, prima di essere trasferito in eliambulanza in un ospedale romano.

AGRIGENTODue operai sono rimasti feriti, uno dei quali in maniera grave, dopo l’esplosione di una bombola di azoto che alimentava l’impianto di riscaldamento della Provincia e del provveditorato agli studi di Agrigento. Gli operai, sul tetto degli stabili che ospitano l’ufficio tecnico provinciale e il provveditorato agli studi, si stavano occupando della manutenzione dell’impianto quando è avvenuta la deflagrazione. Un operaio sarebbe stato investito in pieno e avrebbe riportato gravi ferite a una mano. I due sono stati trasportati nell’ospedale San Giovanni di Dio. Sono intervenuti i vigili del fuoco.

10 GENNAIO

LECCE – Un operaio di Veglie di 56 anni è rimasto gravemente ferito a Lecce in un incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere edile allestito in via Monteroni. L’operaio è caduto da un’impalcatura dove stava lavorando per la costruzione di una casa. Soccorso è stato trasportato al Vito Fazzi dove si trova ricoverato con riserva di prognosi. Sull’accaduto indagano i carabinieri e gli ispettori dello Spesal.

9 GENNAIO

TORINOQuattro lavoratori sono rimasti ustionati, tre in modo lieve e uno in modo più grave, nell’esplosione di un compattatore all’interno della ditta Fioraso di Andezeno (Torino). Secondo i primi accertamenti effettuati dai vigili del fuoco, l’esplosione dei macchinario avrebbe generato una fuoriuscita di olio che si sarebbe incendiato investendo il personale che vi stava lavorando. Il ferito più grave è stato trasportato nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Cto di Torino, mentre gli altri sono stati medicati all’ospedale di Chieri (Torino). Sul posto sono giunti anche i carabinieri, che hanno aperto le indagini sull’accaduto.

8 GENNAIO

CAGLIARI – Un vigile del fuoco di Cuglieri (Or), è morto in seguito ai traumi riportati dopo essere stato schiacciato da un’autobotte che stava lavando nel garage della caserma. L’uomo, Luca Pinna, 38 anni di Cabras, ha visto che il mezzo si è mosso, probabilmente a causa del freno del mezzo pesante mal inserito, e ha cercato di trattenerlo, finendo però schiacciato contro un muro. Immediati i soccorsi dei colleghi, che hanno liberato l’uomo, che a causa delle gravissime condizioni è stato trasferito in elicottero all’ospedale civile di Sassari con una trauma da schiacciamento al torace, dove pero’ è morto poco dopo. Sull’incidente indagano i carabinieri della stazione di Culglieri e della compagnia di Oristano.

Fonte:     http://nomortilavoro.noblogs.org/post/2012/01/28/gennaio-2/

Seminario accordi sulla formazione Lavoratori-Preposti-Dirigenti e RSPP-Datori di Lavoro

Pubblicato il 1 febbraio 2012

A seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale  n° 8 del 11/01/2012 degli Accordi sulla formazione lavoratori, preposti, dirigenti ed RSPP – Datori di Lavoro del 21/12/2011,  Asq Sinergie srl e Friuli Antincendi srl hanno organizzato una serie di seminari durante il quale sono state illustrate le principali novità e gli obblighi previsti.

Il notevole numero di adesioni ai seminari e la notevole partecipazione al successivo dibattito testimoniano il grande interesse che gli argomenti trattati hanno sucitato.

I seminari che si sono svolti i giorni 23-25-30-31 gennaio.

In allegato i lucidi della presentazione:    Presentazione accordi formazione 21.12.2011

Modifica REACH, Regolamento (UE) n. 71/2012 – Si applica dal dal 1.o aprile 2012

Pubblicato il 31 gennaio 2012

Sulla GUUE L 26 del 28 gennaio 2012 è pubblicato il Regolamento (UE) n. 71/2012 del 27 gennaio 2012, che modifica l’allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008 sull’esportazione ed importazione di sostanze chimiche pericolose. Si applica a decorrere dal 1.o aprile 2012.

Articolo 1
L’allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1 o aprile 2012.

REACH-Regolamento 71_2012

Fonte: amblav.it

Novità dal decreto semplificazione

Pubblicato il 30 gennaio 2012

Il Consiglio dei Ministri n. 12 del 27/01/2012 ha approvato il cosiddetto “Decreto semplificazioni”, che contiene molte novità:

Abolito il DPS ! (il Documento di Programmazione della sicurezza informatica)

Astensione anticipata dal lavoro delle lavoratrici in gravidanza.
La norma modifica l’articolo 17 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza prevedendo diverse fattispecie di astensione obbligatoria in presenza di determinate condizioni.

Novità sulla SCIA

Il Governo, entro il 2012, individuerà in modo tassativo le autorizzazioni da mantenere, le attività sottoposte alla segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), quelle per cui basta una semplice comunicazione e le attività del tutto libere; verranno di conseguenza abrogate tutte le disposizioni incompatibili assicurando chiarezza e certezza alle imprese. Inoltre saranno attivati, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati, percorsi sperimentali di semplificazione amministrativa per le imprese, in ambiti territoriali delimitati e a partecipazione volontaria

Novità per i Disabili
Verranno eliminate inutili duplicazioni di documenti e di adempimenti nelle certificazioni sanitarie a favore delle persone con disabilità.
Il verbale di accertamento dell’invalidità potrà sostituire le attestazioni medico legali richieste, ad esempio, per:
- il rilascio del contrassegno per parcheggio e di accesso al centro storico
- l’IVA agevolata per l’acquisto dell’auto
- l’esenzione dal bollo auto e dall’imposta di trascrizione al PRA.

Novità sulla Dichiarazione ambientale unica per PMI.
Viene introdotta un’unica autorizzazione in materia ambientale, così da concentrare in un solo titolo abilitativo tutti gli adempimenti – al momento di competenza di diverse amministrazioni – cui sono sottoposte oggi le Pmi.
L’autorizzazione sarà rilasciata dunque da un unico soggetto attuatore, riducendo di molto le tempistiche e gli oneri che attualmente gravano sulle imprese.

IMPIANTI TERMICI
Si elimina una inutile duplicazione nelle certificazioni di conformità, con un risparmio stimato in oltre 50 milioni all’anno.

Fonte: amblav.it

Sentenza di Cassazione Penale, Sez. fer, 02 dicembre 2011, n. 45009 – Responsabilità di un coordinatore in fase di esecuzione per la morte di un operaio

Pubblicato il 29 gennaio 2012

Cassazione Penale, Sez. fer, 02 dicembre 2011, n. 45009 – Responsabilità di un coordinatore in fase di esecuzione per la morte di un operaio: omessa sospensione dei lavori in presenza di pericolo per la reiterata inottemperanza alle prescrizioni



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE FERIALE PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CASSANO Margherita Presidente
Dott. TADDEI Margherita Consigliere
Dott. LAPALORCIA Grazia Consigliere
Dott. VITELLI CASELLA Luca rel. Consigliere 
Dott. RAMACCI Luca Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

1) TA. CA. , N. IL (Omissis);

avverso la sentenza n. 13482/2007 CORTE APPELLO di TORINO, del 12/01/2011;

visti gli atti, la sentenza e il ricorso;

udita in PUBBLICA UDIENZA del 01/09/2011 la relazione fatta dal Consigliere Dott. LUCA VITELLI CASELLA;

Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Monetti Vito, che ha concluso per il rigetto del ricorso;

udito il difensore avv. Neri Nicola di Ostia che ha richiesto dichiararsi il reato ascritto all’imputato estinto per prescrizione.

Fatto

Con sentenza in data 12 gennaio 2011, la Corte d’appello di Torino, parzialmente riformando, la sentenza 27 aprile 2007 del Tribunale di Verbania limitatamente al trattamento sanzionatorio confermava l’affermazione della penale responsabilità di TA. Ca. in ordine al delitto di cui all’articolo 589 c.p., commi 1 e 2 commesso in (Omissis), in danno di Ce. Lu. che, quale esperto operaio con mansioni di capocantiere, alle dipendenze della s.r.l. LU. LE. , era deceduto precipitando attraverso l’apertura di un lucernaio coperta da una guaina protettiva e, pertanto, non visibile in conseguenza delle negligenti ed imprudenti omissioni e della violazione delle specifiche norme antinfortunistiche ascrivibili all’imputato che, in veste di coordinatore in fase di esecuzione dei lavori di posa della copertura di un fabbricato ad uso residenziale sito in (Omissis), commissionati dalla società proprietaria alla suddetta impresa, non aveva verificato l’idoneità e la completezza del piano operativo di sicurezza della s.r.l. LU. LE. nè aveva provveduto a sospendere le lavorazioni in presenza di pericolo grave ed imminente per l’incolumità degli operai ex Decreto Legislativo n. 494 del 1996, articolo 5, lettera f).

In esito all’attività istruttoria espletata nel giudizio di primo grado, si era pacificamente accertato che, al momento dell’infortunio, il Ce. era intento ad eseguire opere di copertura del fabbricato a mt. 2,50 di altezza dal suolo e che era poi precipitato a terra attraverso l’apertura, non visibile, in quanto occultata da una guaina impermeabilizzante che altro operaio della stessa impresa (in quel momento assente) stava provvedendo a stendere sul tetto e sulle aperture dei lucernai. L’incidente si era verificato in quanto non era risultata in alcun modo segnalata l’insidia, peraltro non visibile, tanto più che il collega della vittima si era allontanato lasciando l’apertura del tetto priva di presidio e senza accertarsi di aver informato gli altri operai che era solamente coperta dalla guaina.

Secondo le concordanti valutazioni di entrambi i Giudici di merito, al Ta., nella duplice veste di coordinatore per l’esecuzione dei lavori, nonchè di redattore del piano di sicurezza e di coordinamento, risaliva la responsabilità dell’evento poichè, dopo aver provveduto, in adempimento all’incarico ricevuto previo diretto accesso al cantiere, all’aggiornamento del piano di sicurezza e di coordinamento al fine di delineare la sicura procedura di posa del tetto, prescrivendo in particolare l’uso delle cinture di sicurezza oppure di ponteggi sottostanti e dopo aver constatato, in concomitanza con altri due successivi sopralluoghi, l’Omissis rispetto di dette prescrizioni a tutela del rischio di caduta dall’altro, aveva tuttavia Omissis di segnalare siffatti reiterati inadempimenti al committente od al responsabile del cantiere. Ed aveva altresì  mancato di dare comunicazione della rilevata inadempienza alla USL ed alla Direzione provinciale del lavoro,essendo lo stesso tenuto ad ordinare la sospensione dei lavori, à sensi di legge, fino alla verifica dell’avvenuto adeguamento da parte delle ditte interessate. Siffatte omissioni venivano ritenute causalmente connesse alla produzione colposa dell’evento.

Ricorre personalmente per cassazione l’imputato TA. , articolando due ordini di censure per vizi motivazionali e di violazione di legge, di seguito sintetizzate. Lamenta l’imputato con il primo e con il secondo motivo di ricorso (che appare opportuno trattare congiuntamente) come la Corte distrettuale non abbia tenuto conto che egli stesso, la mattina dell’incidente, aveva ordinato alla vittima di chiudere tutte le aperture ancora rimaste aperte.

Siffatta richiesta avrebbe automaticamente comportato la sospensione dei lavori fintantochè non si fosse provveduto a tale operazione proprio perchè le maestranze della Lu. Le. s.r.l., addette alla posa della guaina, avrebbero dovuto interrompere tale attività per procedere al posizionamento delle funi di sicurezza cui collegare le cinture di sicurezza. Sicchè, ordinando la chiusura delle aperture, il ricorrente aveva ottemperato di fatto all’onere previsto dal Decreto Legislativo n. 494 del 1996, articolo 5, comma 1, lettera f), dovendo le singole lavorazioni restare sospese fino alla verifica dell’avvenuto adempimento delle prescrizioni imposte.

Con assunti illogici inoltre i Giudici d’appello hanno sostenuto che il Ta. avrebbe dovuto ordinare la sospensione dei lavori in presenza di pericolo grave ed imminente per i lavoratori giacchè tutto il tetto doveva ritenersi “zona non sicura”; quando invece detto presupposto in realtà non sussisteva, essendo di norma presenti sul tetto della cavità durante i lavori per la posa in opera della guaina tanto più che il progetto prevedeva l’esecuzione di finestre a tetto (c.d. velux). Con il terzo motivo, denunzia il ricorrente che la Corte distrettuale, seguendo un’interpretazione errata delle disposizioni dettate dal Decreto Legislativo n. 94 del 1996 e non tenendo conto della nuova formulazione dell’articolo 5 introdotta dal Decreto Legislativo n. 528/1999, avrebbe indebitamente ampliato oltre modo il ruolo e le responsabilità del coordinatore per l’esecuzione dei lavori che non era più tenuto ad assicurare l’applicazione del piano di sicurezza, ma solamente a verificarne l’applicazione, non assumendo quindi un’obbligazione c.d. di risultato. Nel caso di specie, invero,era risultato che il piano di sicurezza e di coordinamento della s.r.l. Lu. Le. rispondeva alle prescrizioni del regolamento, chiaramente imponendo l’adozione della misura di sicurezza prevista dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 164 del 1956, articolo 68, relativamente alla necessità della preventiva chiusura delle aperture del solaio. Il piano di sicurezza rispondeva quindici requisiti di legge e la relativa applicazione esecutiva era stata verificata dal coordinatore, dal quale null’altro poteva esigersi.

Conclude, pertanto, il ricorrente per l’annullamento dell’impugnata sentenza, previa assoluzione con ampia formula.

Diritto

Il ricorso è infondato e deve esser quindi respinto con il conseguente onere del pagamento delle spese processuali a carico del ricorrente, ex articolo 616 c.p.p..

L’impugnata sentenza è del tutto immune dai vizi denunziati dall’imputato con il primo motivo di ricorso e con la seconda censura che appare opportuno trattare insieme.

La Corte d’appello di Torino, facendo propri gli assunti del Giudice di prime cure, dopo aver compiutamente delineato la posizione di garanzia rivestita dal Ta. in qualità di coordinatore per l’esecuzione dei lavori, oltrechè di estensore del piano di sicurezza e di coordinamento, ha congruamente evidenziato che lo stesso si era occupato di effettuare gli aggiornamenti del suddetto piano; che lo stesso, recandosi peraltro, due volte alla settimana, in cantiere, aveva effettuato specifici interventi in data (Omissis), in particolare prescrivendo l’uso delle cinture di sicurezza in presenza del rischio di caduta al suolo, da un’altezza superiore ai due metri. A seguito dei sopralluoghi eseguiti il (Omissis), il Ta. aveva verificato che i dipendenti della ditta Lu. Le. s.r.l., benchè impegnati sul tetto, si erano resi inadempienti alle prescrizioni di indossare le cinture di sicurezza. Da qui quindi la ricorrenza della pacifica responsabilità colposa dell’imputato per l’omessa adozione, in presenza di pericolo imminente e grave per l’incolumità dei lavoratori, di quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 494 del 1996, articolo 5, comma 1, lettera E) ed F) come novellato dal Decreto Legislativo n. 528 del 1999, articolo 5. Ed è del tutto ovvio che l’evento sarebbe stato evitato, qualora l’imputato avesse concretamente ed esplicitamente dato corso a quanto previsto dalla legge, fino a giungere a disporre la sospensione delle lavorazioni in caso di reiterata inottemperanza alle già impartite prescrizioni di sicurezza: la sola condotta attiva, dallo stesso esigibile, dotata di incontestabili rilevanza ed efficacia cautelare.

L’obiezione dell’imputato secondo la quale, illogicamente e contraddittoriamente, la Corte distrettuale ne avrebbe ravvisato la colpevole omissione nel provvedere alla sospensione delle lavorazioni sul tetto, in difetto di un pericolo grave ed imminente integra invero un’inammissibile censura in punto di fatto con la quale, in buona sostanza, il ricorrente, sotto l’apparenza di un insussistente vizio motivazionale della sentenza impugnata, intenderebbe, nella presente sede di legittimità, “sostituire” una propria lettura delle risultanze istruttorie, “alternativa” a quella compiuta dai Giudici di merito che hanno ritenuto tutto il tetto zona pericolosa per l’incolumità dei lavoratori per la presenza di aperture e di cavità che era necessario “porre allo scoperto” per eseguire le previste lavorazione, dopochè peraltro già si era verificata la caduta di altro operaio (Zo. ), fortunosamente, senza gravi conseguenze.

Manifestamente infondato è il terzo motivo di ricorso.

Entrambi i Giudici di merito, con statuizioni conformi, hanno ritenuto, in stretta e corretta aderenza alle disposizioni normative dettate dal Decreto Legislativo n. 494 del 1996, articoli 2, 5 e 12, come novellato, che sul Ta. gravava l’obbligo, oltrechè di esser presente in cantiere, di controllare (id est: “di verificare”) l’osservanza alle regole in materia di sicurezza dettate sia dal piano di sicurezza e di coordinamento previsto dal cit. Decreto Legislativo, articolo 12 sia – ovviamente – dalle susseguenti integrazioni dallo stesso disposti. Peraltro l’eventuale adozione dei provvedimenti a valenza prettamente cautelare di cui al cit. cit. Decreto Legislativo, articolo 5, comma 1, lettera E) ed F) logicamente e necessariamente implica la preventiva verifica sia delle condizioni di esecuzione delle lavorazioni sia dell’inottemperanza delle prescrizioni antinfortunistiche.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Nota a cura di olympus.uniurb.it

Responsabilità del coordinatore in fase di esecuzione dei lavori in posa della copertura di un fabbricato per infortunio mortale occorso ad un esperto operaio con mansioni di capocantiere dipendente di una srl: quest’ultimo, intento nel proprio lavoro, precipitava attraverso l’apertura di un lucernario coperta da una guaina e non visibile.

All’imputato viene contestato di aver non verificato l’idoneità e la completezza del piano operativo di sicurezza della s.r.l. e di non aver provveduto a sospendere le lavorazioni in presenza di pericolo grave ed imminente per l’incolumità degli operai ex Decreto Legislativo n. 494 del 1996, articolo 5, lettera f).

Condannato in primo e secondo grado, ricorre in Cassazione – Rigetto.

“La Corte d’appello di Torino, facendo propri gli assunti del Giudice di prime cure, dopo aver compiutamente delineato la posizione di garanzia rivestita dal Ta. in qualità di coordinatore per l’esecuzione dei lavori, oltrechè di estensore del piano di sicurezza e di coordinamento, ha congruamente evidenziato che lo stesso si era occupato di effettuare gli aggiornamenti del suddetto piano; che lo stesso, recandosi peraltro, due volte alla settimana, in cantiere, aveva effettuato specifici interventi in data (Omissis), in particolare prescrivendo l’uso delle cinture di sicurezza in presenza del rischio di caduta al suolo, da un’altezza superiore ai due metri.”

A seguito dei sopralluoghi eseguiti dall’ìmputato, egli aveva verificato che i dipendenti della s.r.l., benchè impegnati sul tetto, si erano resi inadempienti alle prescrizioni di indossare le cinture di sicurezza. Da qui quindi la ricorrenza della pacifica responsabilità colposa dell’imputato per l’omessa adozione, in presenza di pericolo imminente e grave per l’incolumità dei lavoratori, di quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 494 del 1996, articolo 5, comma 1, lettera E) ed F) come novellato dal Decreto Legislativo n. 528 del 1999, articolo 5. Ed è del tutto ovvio che l’evento sarebbe stato evitato, qualora l’imputato avesse concretamente ed esplicitamente dato corso a quanto previsto dalla legge, fino a giungere a disporre la sospensione delle lavorazioni in caso di reiterata inottemperanza alle già impartite prescrizioni di sicurezza: la sola condotta attiva, dallo stesso esigibile, dotata di incontestabili rilevanza ed efficacia cautelare.

Fonte:  olympus.uniurb.it